Dato di sintesi del progetto è il valore dell’appalto, esso determina i capisaldi della disciplina di gara, ossia: quale gara effettuare, che tipologia di selezione svolgere, quale livello di pubblicità porre in essere, quali requisiti tecnico-economici organizzativi applicare.

Il corrispettivo da porre a base di gara discende dal progetto e in particolare dal computo metrico stimativo, documento che descrive analiticamente la stima economica dei lavori attraverso: la scomposizione in lavorazioni elementari di cui l’opera pubblica è costituita, la seguente quantificazione delle stesse e l’applicazione dei prezzi imposti dalla normativa.

Esempio di una voce elementare di computo metrico estimativo

Deve tenersi conto che ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Codice il calcolo del valore stimato di un appalto è valutato dalla stazione appaltante tenendo conto dell’importo stimato, ivi compresa qualsiasi forma di eventuale opzione o rinnovo del contratto esplicitamente stabilito nei documenti di gara.

Per opzioni e rinnovi si intendono quelle possibilità previste dal bando che consentono un’eventuale estensione futura del contratto d’appalto, senza perciò considerarla una modifica al contratto, come ad esempio l’opzione per il proseguimento della costruzione di una parte di strada a reperimento di ulteriori finanziamenti.

L’impiego dei prezzi unitari da applicare, quale fattore incidente la valutazione del corrispettivo, è da anni al centro del dibattito pubblico.

Se da una parte gli operatori economici pretendono l’utilizzo di prezzi remunerativi da porsi a base della stima, spesso le stazioni appaltanti applicano prezzi fuori mercato anche sfruttando espedienti discutibili quali: l’imposizione preventiva di uno sconto fisso a base di computo, oppure l’impiego di prezzi datati o non aggiornati alle reali condizioni di mercato, o infine l’applicazione di nuovi prezzi con analisi disallineate dai costi reali nel momento storico.

L’applicazione di prezzi ridotti da parte delle stazioni appaltanti è il rimedio a una cronica mancanza di budget inziale derivante da un eccesso di ottimismo di chi pianifica o da un desiderio di magnificenza insostenibile di chi amministra.

Secondo l’art. 23, comma 16 del Codice “Per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezzari regionali aggiornati annualmente” ma questo per prassi non avviene regolarmente.

Ad aiutare le stazioni appaltanti in questa sforbiciata di spesa ingiustificata atta a rientrare negli impegni prefissati c’è la giurisprudenza che in più occasioni ha affermato che i prezzari regionali, così come i decreti parametri per i servizi tecnici, sono dei prezzi di riferimento che possono tuttavia essere derogati dietro opportuna motivazione.

Le motivazioni per poter derogare ai prezzari debbono tuttavia essere rigorose e fondate; ricordiamo perciò che restano censurabili tutti quegli atteggiamenti imperativi delle stazioni appaltanti volti a ridurre in maniera apodittica l’importo stimato dell’appalto (vedi Modulistica: rimozione bando per sottostima del corrispettivo dei lavori).

Compreso come il valore dell’appalto è definito, è essenziale fare alcune precisazioni in riguardo ad alcune particolarità.

Il comma 16 art. 23 del Codice stabilisce un ulteriore aspetto di rilievo: “Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, al fine di determinare l’importo posto a base di gara, individua nei documenti posti a base di gara i costi della manodopera sulla base di quanto previsto nel presente comma. I costi della sicurezza sono scorporati dal costo dell’importo assoggettato al ribasso”.

Viene introdotta la necessità di individuare in progetto, mediante una scorporazione delle voci di costo, due fattori:

  • gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso che sono desunti dal computo metrico estimativo rispetto alle componenti di costo riferite alla sicurezza;
  • il costo della manodopera (o del personale) che è stimato in maniera più o meno forfettaria ed esprime il costo del personale necessario ad eseguire l’appalto.

La distinzione avrebbe lo scopo di portare un’evidenza netta sull’offerente affinché le stesse voci di costo vengano ben considerate e non erose dai ribassi economici delle offerte.

Tuttavia mentre il costo del personale è ribassabile in sede di offerta, lo stesso non avviene per gli oneri per la sicurezza che restano non ribassabili, non opera quindi lo sconto su tale parte di corrispettivo.

Pertanto la disciplina di gara potrebbe contenere dei dati di questo tipo:

Importo lavori                                    100.000 euro

di cui oneri per la sicurezza                10.000 euro   (non soggetti a ribasso)

di cui costo del manodopera               40.000 euro

I dati ci dicono che il lavoro complessivo deriva da una stima complessiva su computo metrico estimativo di 100.000 euro le cui componenti di costo afferenti gli oneri per la sicurezza e il costo del personale sono rispettivamente 10.000 euro e 40.000 euro.

Anticipiamo che a fronte di un ribasso offerto da parte del partecipante alla gara del 10%, lo stesso si sta dichiarando disponibile a eseguire i lavori per un corrispettivo di euro 91.000, il ribasso offerto si applica, infatti, ai soli lavori residuali gli oneri per la sicurezza di valore pari a 90.000 euro a cui poi sono aggiunti gli oneri per la sicurezza pari a 10.000 euro.

Mentre lo scorporo degli oneri per la sicurezza impatta significativamente nell’offerta, limitando la possibilità di applicare uno sconto sulla parte residuale dei lavori, il costo del personale è oggi soggetto allo sconto offerto, ne consegue che la distinzione sommaria del costo del personale in sede progettuale ha solo uno scopo marginale di persuasione verso l’offerente, tenuto a prendere atto di una voce di costo difficilmente comprimibile vigendo dei minimi salariali.

Torneremo a parlare di costo del personale al momento della trattazione della verifica di congruità delle offerte anomale, vedremo come il costo stimato dalla stazione appaltante in progetto diverrà indice di serietà come valore analiticamente dichiarato dall’offerente in sede di giustificazioni.

Estratto dalla pubblicazione “Vademecum per l’ufficio gare delle imprese dei lavori pubblici” III edizione, anno 2022, Maggioli editore, autore Paolo Capriotti