Paolo Capriotti per Appalti&Contratti Rivista on Line di Maggioli
Nel panorama delle procedure di gara, l’importanza dei criteri oggettivi per la selezione degli operatori economici da invitare alle procedure negoziate è spesso sottovalutata o, peggio, travisata dalle stazioni appaltanti. Come ho evidenziato in diversi articoli su questa rivista online, troppo spesso si assiste a un’interpretazione distorta di questi criteri, che finiscono per diventare uno strumento per selezioni casuali piuttosto che un mezzo per garantire l’efficacia e la qualità nell’esecuzione dei lavori.
È vero che l’adozione dei criteri di selezione per la negoziata, in alternativa al sorteggio, ha portato questa procedura a somigliare sempre più a una gara ristretta, con qualche aggravio procedurale. Tuttavia, questi criteri rappresentano un presidio fondamentale per assicurare una buona esecuzione dei lavori. È necessario sforzarsi di individuare caratteristiche specifiche e realmente legate all’esecuzione dell’opera, piuttosto che puntare su criteri astratti o privi di connessione con il progetto, che rischiano di trasformare la selezione in una sorta di lotteria tra i partecipanti.
In questo contesto, segnali confortanti stanno arrivando da alcune esperienze concrete. Un esempio positivo, che merita un plauso, è rappresentato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche. In un recente avviso pubblico relativo all’intervento di miglioramento sismico del Rifugio Escursionistico di Cupi, nel Comune di Visso (MC), l’USR ha saputo coniugare semplificazione ed efficacia nei criteri di selezione degli operatori da invitare alla procedura negoziata.
Perfetto equilibrio tra semplificazione ed efficacia
L’atto di indagine di mercato pubblicato per la manifestazione di interesse dell’USR Marche ha individuato criteri oggettivi estremamente concreti e mirati, che permettono di selezionare operatori qualificati e capaci di garantire una buona esecuzione dei lavori.
Questi criteri non solo assicurano la qualità delle imprese partecipanti, ma consentono anche una selezione rapida, senza inutili complicazioni per la stazione appaltante.
Tra i criteri utilizzati:
- Prossimità territoriale: Il punteggio premiale viene assegnato in base alla sede operativa dell’impresa, con l’obiettivo di favorire la partecipazione di operatori locali. Questo criterio non solo riduce le difficoltà logistiche legate alla gestione del cantiere, ma promuove anche uno sviluppo economico locale, incentivando le imprese del territorio a prendere parte alla gara. L’effetto ricercato è quello di garantire una maggiore tempestività e reattività nell’avvio e nell’esecuzione dei lavori, soprattutto in contesti dove la vicinanza è fondamentale per il rapido intervento.
- Esperienze pregresse: L’esperienza specifica dell’impresa nella categoria OG2 è valorizzata attraverso la richiesta di Certificati di Esecuzione Lavori (CEL) relativi a progetti simili. Il numero di CEL richiesti è stato calibrato in modo tale da premiare le imprese che hanno già dimostrato capacità organizzativa e competenza in lavori analoghi. L’effetto ricercato è quello di assicurare che gli operatori selezionati abbiano una comprovata esperienza nel tipo di lavori richiesti, riducendo così i rischi durante l’esecuzione.
- Premialità per gli anni di attività dell’impresa: L’esperienza dell’impresa è valutata anche in termini di stabilità e continuità operativa. Il punteggio viene assegnato in base agli anni di iscrizione alla Camera di Commercio, riconoscendo il valore di una lunga attività nel settore. L’effetto ricercato è duplice: da un lato, si premiano le imprese che hanno maturato un’esperienza consolidata nel tempo, dall’altro, si favoriscono operatori che hanno dimostrato solidità e capacità di resistenza sul mercato, elementi cruciali per la buona riuscita di progetti a lungo termine.
La combinazione dei criteri porta a un equilibrio tra rapidità di intervento, qualità dell’esecuzione e affidabilità sul lungo termine, riducendo i rischi legati a ritardi, errori esecutivi o interruzioni. In definitiva, l’effetto desiderato è quello di assicurare una selezione più mirata e qualificata, garantendo che solo imprese solide, esperte e geograficamente vicine abbiano accesso alle procedure negoziate, con il risultato di una maggiore qualità e affidabilità complessiva del progetto.
La novità particolarmente apprezzabile introdotta dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche riguarda la possibilità di soddisfare i criteri anche da parte del singolo partecipante all’associazione temporanea di imprese (ATI) o a un raggruppamento. Questo approccio evita di escludere dalla partecipazione operatori provenienti da altre zone o privi di specifiche esperienze, permettendo loro di acquisire tali condizioni attraverso il raggruppamento con altri operatori economici. In tal modo, si valorizza la possibilità di unire le competenze e di prendere il meglio da ciascun partecipante, senza imporre ostacoli insormontabili alla partecipazione.
Convalida ANAC: una garanzia di correttezza
L’avvallo dell’ANAC sul processo seguito dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche assume particolare rilevanza, soprattutto per le questioni legate alla prossimità territoriale, da sempre oggetto di dibattito con l’ANAC. In passato, l’Autorità ha spesso manifestato scetticismo riguardo all’utilizzo di criteri basati sulla territorialità, poiché questi potevano rischiare di limitare eccessivamente la concorrenza, restringendo il mercato.
In questo caso, tuttavia, l’ANAC ha espresso un giudizio positivo, riconoscendo l’equilibrio tra la selezione di operatori qualificati e l’apertura alla partecipazione. Un punto fondamentale è la possibilità per ogni membro di un’associazione temporanea di imprese (ATI) di soddisfare le condizioni richieste, garantendo così un mercato aperto ma con un livello adeguato di qualificazione.
La procedura adottata dall’USR Marche dimostra che il criterio della prossimità può essere utilizzato efficacemente nelle procedure negoziate, purché graduato con attenzione e applicato in scenari specifici in cui la vicinanza è cruciale per il rapido avvio degli interventi.
Il parere positivo dell’ANAC rappresenta quindi una garanzia di ufficialità e trasparenza per l’approccio seguito, confermando che la procedura è stata condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Cosa si può ancora migliorare
Un aspetto che merita una riflessione approfondita nelle procedure negoziate, come quella in studio, riguarda l’impiego del criterio legato all’esecuzione di lavori analoghi pregressi. Questo criterio, se non calibrato con attenzione, rischia di diventare un ostacolo per le piccole e medie imprese, favorendo le grandi aziende che possono vantare un numero elevato di lavori pregressi, senza garantire necessariamente una maggiore abilità o competenza. Porre come criterio premiale la quantità di lavori eseguiti potrebbe sembrare intuitivo, ma non sempre è sinonimo di qualità.
Un approccio migliorativo potrebbe essere quello di declinare il criterio in modalità “on/off”, dove il focus è sull’aver svolto almeno un lavoro analogo, piuttosto che un numero elevato di essi. Questo permetterebbe di includere operatori che, pur avendo meno esperienza quantitativa, hanno già affrontato lavori complessi e di valore. Inoltre, il criterio dovrebbe essere legato a un lavoro che rispecchi le reali difficoltà del cantiere. Ad esempio, potrebbe essere richiesto di aver svolto un lavoro di restauro che ha previsto l’utilizzo di tecnologie avanzate per il consolidamento strutturale o l’uso di tecniche innovative per la conservazione di superfici decorate.
Sebbene un controllo più accurato di questi lavori possa comportare un aggravio di valutazioni per la stazione appaltante, il beneficio in termini di selezione qualificata sarebbe decisamente superiore.
Un altro aspetto cruciale riguarda la previsione di soglie di sbarramento all’accesso alle procedure. Queste soglie possono favorire l’efficienza della procedura, evitando di far partecipare imprese che non sono organizzate o che non hanno le caratteristiche necessarie per competere. Stabilire criteri chiari sin dall’inizio, che specifichino che solo operatori con un certo livello di organizzazione possono partecipare, eviterebbe di far perdere tempo sia alle imprese non qualificate che alla stazione appaltante, impegnata a valutare offerte che non verranno selezionate.
Le soglie non devono però essere viste come un ostacolo, bensì come uno strumento per incentivare la partecipazione organizzata e strutturata. Questo approccio promuoverebbe ulteriormente la formazione di raggruppamenti tra imprese, permettendo a operatori con competenze diverse di unire le forze e partecipare in maniera più competitiva, garantendo così una procedura più efficiente e mirata alla qualità.
Conclusioni
L’esperienza marchigiana rappresenta un esempio virtuoso di come i criteri oggettivi possano essere utilizzati per selezionare operatori economici realmente idonei, garantendo la qualità e l’efficacia nell’esecuzione dei lavori. Questo modello dovrebbe essere adottato e replicato su scala nazionale, per evitare che le selezioni diventino una lotteria priva di logica e per assicurare che ogni procedura di gara porti a una scelta ponderata e ben calibrata.
Personalmente, ho sempre sostenuto che la prossimità non sia solo una garanzia logistica, ma un vero valore aggiunto, troppo spesso sottovalutato. Un operatore locale ha un maggiore interesse a mantenere la propria reputazione e ad assicurare una corretta esecuzione, sapendo che eventuali errori potrebbero danneggiare la sua immagine nella comunità. La prossimità, se ben graduata, come è stato fatto nelle Marche, può essere una soluzione vincente. Non solo migliora l’efficienza del progetto, ma valorizza anche le risorse locali, portando benefici concreti sia all’esecuzione dell’opera che al territorio.
In conclusione, l’importanza dei criteri oggettivi alla base della scelta degli invitati non può essere sottovalutata: devono essere visti come uno strumento di garanzia per una corretta esecuzione e non come un mero obbligo formale. Solo così potremo assicurare che le opere pubbliche e gli interventi di ricostruzione vengano affidati alle imprese più qualificate, con benefici per tutti i soggetti coinvolti.
È tempo di valorizzare e implementare questi principi a livello nazionale, garantendo procedure trasparenti, efficienti e orientate alla qualità, con particolare attenzione al valore concreto e vincente della prossimità.





