L’aspetto economico nel DL 131/2024

Il DL 131/2024 evidenzia il ruolo centrale dell’offerta economica nelle concessioni pubbliche, garantendo un equilibrio con i criteri qualitativi. La norma, in continuità con esperienze già consolidate in altre concessioni pubbliche non demaniali, consente un approccio variegato alla gestione economica. Questo modello, ispirato ai principi comunitari, consente una determinazione economica più flessibile rispetto ai tradizionali canoni fissi, adattandosi meglio alle diverse esigenze di investimento e sostenibilità finanziaria.

Oltre ai metodi più consolidati, nei giorni scorsi il Comune di Roma, con un approccio altamente innovativo, ha pubblicato il bando per le concessioni balneari a Ostia, introducendo un’importante novità: l’applicazione di royalties sul fatturato dei concessionari. Questo meccanismo segna un’evoluzione significativa rispetto al canone fisso, offrendo una soluzione più dinamica e potenzialmente più equa nella gestione del demanio marittimo.


Canone fisso vs. royalties: un modello variabile

Storicamente, le concessioni balneari sono state assegnate con un canone fisso, indipendente dal volume d’affari del concessionario. Tuttavia, l’introduzione delle royalties introduce un elemento di variabilità, ancorando il contributo economico del concessionario al fatturato effettivo.

Questo sistema offre maggiore equità, poiché il canone versato all’ente pubblico diventa proporzionale agli incassi, garantendo una redistribuzione più sostenibile e adattabile alle condizioni di mercato.

L’adozione delle royalties implica un cambio radicale nella gestione delle concessioni, richiedendo strumenti di tracciabilità dei ricavi, affinché i versamenti siano correttamente proporzionati. Questo approccio promuove una gestione più trasparente, vincolando i concessionari a una rendicontazione chiara e a un maggiore controllo contabile.


La durata della concessione come ulteriore leva economica

Un altro elemento di innovazione riguarda la durata della concessione, un aspetto regolato esplicitamente dal DL 131/2024. L’articolo 5 della norma stabilisce che: “La durata della concessione non è inferiore a cinque anni e non è superiore a venti anni ed è pari al tempo necessario a garantire l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti previsti dal piano economico-finanziario dell’aggiudicatario.”

In quest’ottica, l’ente concedente potrebbe interpretare l’offerta economica in un meccanismo premiante per chi restituisce anticipatamente lo stabilimento, a fronte di investimenti effettuati.

Questa soluzione incentiverebbe il rinnovamento e lo sviluppo delle strutture balneari, senza vincolare eccessivamente il demanio a concessioni troppo lunghe e garantendo al contempo la sostenibilità finanziaria dell’operatore.


Le modalità di offerta economica

A seconda della situazione economica e dell’impegno del concessionario, il modello di offerta potrebbe quindi includere diverse combinazioni.

In particolare, si potrebbero individuare tre tipologie principali di offerta economica, che potrebbero anche essere integrate tra loro:

  1. Rialzo del canone base

    • Il concessionario offre un importo superiore al minimo stabilito.
  2. Riduzione della durata della concessione

    • L’operatore si impegna a restituire anticipatamente la concessione mantenendo fisso il canone annuo.
  3. Offerta di royalties

    • Il concessionario versa una percentuale del proprio fatturato, garantendo entrate proporzionali ai ricavi effettivi.

Questo sistema consente di strutturare offerte personalizzabili e flessibili, adattabili alle necessità del territorio e degli operatori economici. Fermo restando che, nella formulazione dell’offerta economica, il partecipante deve considerare l’eventuale onere legato al ristoro economico del concessionario uscente, qualora previsto.


Conclusioni

L’introduzione delle royalties nelle concessioni balneari, come nel caso di Ostia, potrebbe rappresentare un modello innovativo e replicabile su scala nazionale. Questo sistema potrebbe essere integrato con canoni a base fissa, creando un meccanismo ibrido capace di garantire sia stabilità nelle entrate per l’ente concedente, sia una partecipazione proporzionale ai ricavi del concessionario.

13/02/2025

Arch. Paolo Capriotti