Ogni gara di lavori sopra 150.000 euro richiede la qualificazione SOA nelle categorie e classifiche indicate dalla stazione appaltante. L’impresa che non le possiede tutte in proprio non è automaticamente fuori gioco: il sistema degli appalti pubblici prevede quattro strade per coprire i requisiti mancanti, ciascuna con logica, vantaggi e limiti specifici.

Conoscerle bene è uno dei compiti fondamentali dell’ufficio gare. Scegliere quella sbagliata significa perdere tempo, rischiare l’esclusione o portare in cantiere una struttura esecutiva che non funziona.

Il caso di partenza

Prendiamo una gara che richiede la qualificazione SOA in categoria OG1 classifica I e OS7 classifica I. Abbiamo tre imprese sul mercato:

L’impresa A ha la SOA OG1 classifica II ma non ha la OS7. L’impresa B ha la SOA OS7 classifica I ma non ha la OG1. L’impresa C ha entrambe: OG1 classifica II e OS7 classifica I.

Vediamo le quattro strade disponibili.

Prima strada: partecipazione come impresa singola

L’impresa C partecipa da sola. Ha entrambe le attestazioni, copre l’intero fabbisogno qualificatorio della gara, esegue i lavori in proprio. È la soluzione più semplice sul piano formale e quella con la struttura esecutiva più chiara: un solo soggetto responsabile verso la stazione appaltante.

Questa opzione richiede che l’impresa sia attestata per ogni categoria richiesta, nella classifica adeguata all’importo della lavorazione. Nessun vincolo procedurale aggiuntivo, nessuna documentazione di cooperazione da predisporre.

Seconda strada: l’associazione temporanea di imprese

Le imprese A e B formano un ATI: A porta la qualificazione OG1, B porta la qualificazione OS7. La somma delle attestazioni copre i requisiti della gara. Insieme partecipano con un’unica offerta, eseguono i lavori ciascuna per la parte di propria competenza, rispondono solidalmente verso la stazione appaltante.

Il vantaggio dell’ATI è la flessibilità: consente a imprese che non si qualificherebbero singolarmente di accedere a gare che individualmente non potrebbero affrontare. Il D.Lgs. 36/2023 ha ulteriormente semplificato la struttura dell’ATI, eliminando le distinzioni rigide tra verticale, orizzontale e misto e lasciando ampia libertà nella ripartizione delle quote tra i partecipanti.

Il limite principale è la complessità gestionale: più soggetti, più interfacce, più potenziali punti di attrito. Non è un caso che il 52,8% delle imprese interpellate in un sondaggio condotto su 90 operatori del settore dichiari di predisporre patti parasociali interni per regolare i rapporti tra associati sin dalla fase di offerta. Chi non lo fa espone l’intera ATI a conflitti che poi si riverberano sull’esecuzione.

Terza strada: l’avvalimento

L’impresa A vuole partecipare da sola ma le manca la qualificazione OS7. Può ricorrere all’avvalimento: stipula un contratto con l’impresa B, che le presta i propri requisiti SOA per la durata della procedura e dell’eventuale contratto. L’impresa A partecipa come concorrente singolo, ma nella documentazione di gara indica i requisiti messi a disposizione dall’impresa B.

La differenza sostanziale rispetto all’ATI è che nell’avvalimento l’impresa A esegue i lavori in proprio: l’impresa B non ha un ruolo esecutivo diretto, se non come eventuale subappaltatrice. L’ATI è uno strumento di cooperazione esecutiva; l’avvalimento è uno strumento di qualificazione.

L’art. 104 del Codice disciplina nel dettaglio l’avvalimento e i suoi limiti. In particolare, la stazione appaltante può vietarlo per lavorazioni di notevole contenuto tecnologico o rilevante complessità tecnica — strutture, impianti e opere speciali — quando ritiene necessario che quelle competenze siano detenute direttamente dall’esecutore. In quel caso, l’unica strada rimane l’ATI o il subappalto qualificante.

Quarta strada: la copertura con la categoria prevalente

L’impresa A ha solo la SOA OG1 classifica II. In certi casi può partecipare ugualmente da sola, anche senza la qualificazione OS7, avvalendosi della c.d. copertura con la categoria prevalente.

Il meccanismo, confermato dall’allegato II.12 all’art. 30 del D.Lgs. 36/2023, consente a un concorrente singolo di qualificarsi con la sola attestazione nella categoria prevalente, purché la classifica posseduta sia idonea a coprire l’importo totale dei lavori — comprensivo anche delle lavorazioni scorporabili.

Nell’esempio: se la classifica II della OG1 posseduta dall’impresa A copre l’importo complessivo dell’appalto (OG1 + OS7 insieme), l’impresa può partecipare senza la qualificazione OS7, eseguendo anche quelle lavorazioni grazie alla copertura della prevalente.

Questa strada ha però un limite importante: la stazione appaltante può escluderla. Con l’abolizione delle categorie SIOS e QO introdotta dal D.Lgs. 36/2023, l’autorità della stazione appaltante si è ampliata: oggi è la stazione appaltante a decidere, caso per caso, se imporre che le categorie scorporabili siano coperte direttamente oppure consentire la copertura prevalente. La scelta deve essere esplicitata e motivata nei documenti di gara.

Come scegliere

La scelta tra i quattro sistemi dipende da variabili concrete: quali requisiti mancano, qual è il valore delle diverse categorie, cosa prevede la stazione appaltante nei documenti di gara, e quale struttura esecutiva si è in grado di gestire efficacemente.

In linea di massima: la partecipazione singola è la più semplice ma richiede qualificazioni complete; l’ATI massimizza la flessibilità ma ha costi gestionali; l’avvalimento è la soluzione più agile per coprire un requisito isolato senza complicare la struttura esecutiva; la copertura prevalente funziona quando la stazione appaltante la consente e la classifica è sufficiente.

L’errore più comune è non leggere con attenzione i documenti di gara prima di scegliere la configurazione: la stazione appaltante ha poteri significativi di restrizione su tutti e quattro i sistemi, e usare uno strumento vietato porta all’esclusione.

Per approfondire i sistemi di qualificazione SOA con esempi pratici e schemi operativi aggiornati al D.Lgs. 36/2023, il Manuale per l’ufficio gare (Maggioli Editore, V edizione 2025) dedica un intero capitolo al tema.

Arch. Paolo Capriotti – Capriotti Appalti Solutions