L’impresa offre uno sconto dell’80% sul tempo di esecuzione della  commessa? Offerta inammissibile, l’appalto è irrealizzabile!

Questo è il caso esposto dalla delibera Anac n. 26 del 18 gennaio scorso in risposta a una richiesta congiunta di parere di precontenzioso formulata da un’impresa e da una pubblica amministrazione.

20 giorni per progettare un lavoro, anziché i 120 previsti dal cronoprogramma, un taglio dei tempi che rende la prestazione impossibile dal punto di vista tecnico e che, quindi, rende anche la proposta inammissibile per la stazione appaltante.

Il caso riguarda un appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori di realizzazione di un’opera di arginatura e di difesa spondale di un fiume nel comune di Padru, in provincia di Sassari. L’istanza di precontenzioso è arrivata all’Anac per un motivo piuttosto singolare: l’aggiudicatario ha presentato un’offerta che, nella parte relativa al tempo di esecuzione, ipotizzava una riduzione dei tempi di realizzazione dei lavori di 100 giorni rispetto ai 120 giorni previsti dal cronoprogramma. In pratica, si scendeva a soli 20 giorni. Per il ricorrente (l’impresa classificatasi al secondo posto) questa proposta era «tecnicamente impossibile». Per la verità, questo taglio così spinto, secondo l’impresa, dipende da un errore di formulazione. L’Autorità, però, ha deciso ugualmente di esaminare la questione.

Secondo la giurisprudenza, in linea generale, «nelle procedure ad evidenza pubblica, finalizzate alla stipulazione di un contratto, la commissione aggiudicatrice non può, a causa di dichiarazioni correttive dell’offerente o in esecuzione di un’indagine volta a delineare la volontà dello stesso, manipolare, modificare o adattare l’offerta».

Quindi, anche in caso di errore di formulazione, continua a fare fede la proposta che è stata formulata all’inizio. In caso contrario, verrebbe leso il principio di par condicio tra i concorrenti.

Detto questo, per l’Anac è pacifico che «nel caso di specie l’offerta tempo, inserita all’interno della busta C contenente l’offerta economica, recava una riduzione dei tempi contrattuali che rendeva la prestazione tecnicamente impossibile». Questa offerta non poteva essere rettificata. Così, il risultato di questa situazione è che «l’offerta era da ritenere inammissibile».

In conclusione potremmo dire che l’ANAC usa termini atecnici, la dizione “tecnicamente impossibile” grida vendetta, forse bastava dire senza forviare che l’offerta è anomala e non giustificabile, d’altronde l’offerta tempo altro non è che un criterio quantitativo dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo voler trattare diversamente il tempo, dal prezzo, o da qualsiasi altro aspetto quantitativo non trova alcun conforto di principio. In fin dei conti, niente di diverso…

E se il distratto offerente, invece di dire di essersi sbagliato, si fosse giustificato dicendo di aver avviato la progettazione per suo conto, da subito a pubblicazione della gara, nelle more dell’aggiudicazione e della stipula del contratto? un investimento imprenditoriale del tutto lecito in vista dell’urgenza della stazione appaltante e che corrispondeva quindi a 20 giorni contrattuali ma effettivi 70 – 80 giorni.

Io personalmente lo avrei giustificato, almeno per l’estro…

Arch. Paolo Capriotti

05/10/2017

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

Valuta i nostri servizi