Come conquistare l’invito a una gara? Alcuni spunti e riflessioni

“Cosa bisogna fare per essere invitati a una gara?”

“Come posso partecipare a una gara a invito?”

Riceviamo molto spesso quesiti di questo tipo da imprenditori che vogliono mettersi in gioco e incrementare il proprio giro di lavoro.

Ovviamente non esiste una formula che consenta al 100% di riuscire nell’obiettivo di prendere parte a una procedura negoziata, ma è comunque pensabile attivarsi mettendo in pratica una serie di adempimenti che garantiscano all’operatore economico un considerevole aumento delle proprie possibilità di successo. Tutta quest’attività è fortemente consigliata dal momento che anche un solo invito e una successiva gara vinta possono fare la differenza in modo significativo nel bilancio annuale di un’azienda.

Abbiamo trattato in modo dettagliato questi aspetti nel nostro “Vademecum per l’ufficio gare dell’impresa dei lavori pubblici” pubblicato lo scorso gennaio da Maggioli Editore e discutiamo abitualmente del tema con gli imprenditori che partecipano ai nostri corsi di formazione.

Chiaramente alle procedure aperte può prendere parte qualunque operatore economico in possesso dei requisiti ma, nella maggior parte dei casi, in tali gare è alto il numero di partecipanti e di conseguenza bassa la possibilità di aggiudicazione.

Probabilità di successo che è invece più alta nelle procedure negoziate che valgono più del 70% del valore degli appalti totali del Paese, quindi una parte molto consistente del mercato degli appalti pubblici che con la Legge 14 giugno 2019, n. 55 (conversione del Decreto Sblocca Cantieri) è stata ampliata ulteriormente.

Per i lavori le tipologie di gara attualmente previste sono le seguenti:

fino a 40.000 € da 40.000 € a 150.000 € da 150.000 € a 350.000 € da 350.000 € a 1.000.000 €
Affidamento diretto Affidamento diretto con 3 preventivi Negoziata con almeno 10 operatori Negoziata con almeno 15 operatori

Le strade percorribili dalla stazione appaltante per individuare gli invitati sono sostanzialmente due:

1) attraverso lo svolgimento di indagini di mercato previa pubblicazione di un avviso a manifestare interesse a cui segue l’individuazione dei soggetti da invitare: nel caso in cui il numero dei manifestanti interesse sia maggiore di una quantità prefissata viene effettuato un sorteggio pubblico per individuare il numero ristretto di invitati.

Per conoscere gli avvisi di manifestazioni interesse, e anche i bandi di gara per procedure aperte, è fondamentale che l’operatore economico si doti di un servizio di informativa gare (servizi a pagamento che mettono a disposizione dell’operatore le banche dati dei bandi e avvisi appena pubblicati) poiché è necessario prima di tutto conoscere quello che succede nel mercato per poter poi comprendere a quali procedure partecipare e quali strategie di aggregazione mettere in campo. I servizi di informativa e banche dati delle gare pubblicate sono di vario genere, possono avere limitazioni geografiche e ricerca per tipologie di lavoro legate ad una determinata SOA e i loro costi di abbonamento si aggirano a poche centinaia di euro all’anno (è possibile richiedere la prova gratuita del nostro strumento banche dati appalti e esiti cliccando qui).

2) mediante “pescaggio” da un elenco precostituito di fornitori per la selezione degli operatori economici da invitare, garantendo la rotazione e par condicio tra i soggetti presenti in elenco. Questi elenchi sono per legge aperti quindi l’operatore economico può, quando meglio crede, trasmettere la propria richiesta di iscrizione, anche semplicemente tramite Posta Elettronica Certificata da inviare alla stazione appaltante. Nella pagina dedicata del nostro sito, raggiungibile cliccando qui, sono elencati, suddivisi per regione e tipologia di ente, gli indirizzi PEC di migliaia di stazioni appaltanti ai quali poter inviare la propria “candidatura”; sono segnalati inoltre i link alle principali piattaforme telematiche attive con lo scopo di facilitare il compito agli operatori che hanno difficoltà a destreggiarsi nella giungla dei numerosi strumenti telematici diffusi negli ultimi tempi.

Per concludere riteniamo che l’operatore economico, dotandosi di un buon servizio di segnalazione gare e registrandosi agli strumenti telematici disponibili, riuscirà concretamente ad avere più occasioni. Ovviamente una variabile aleatoria sarà inevitabile, ma l’essere presenti sul mercato e il conoscere in dettaglio cosa accade nel proprio territorio rappresentano sicuramente dei vantaggi che gli consentiranno di scegliere la strategia migliore e più vantaggiosa per partecipare alle procedure di gara di suo interesse.

07/05/2020

Ing. Alessandro Lattanzi

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

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Bandi su misura, assunzioni come contropartita degli appalti, funzionari pubblici più coinvolti dei politici: i risultati dell’indagine Anac sulla corruzione tra il 2016 e il 2019

L’ultimo caso, datato 29 gennaio, è arrivato da Nola. Cinque arresti nel comune napoletano per un episodio di «turbata libertà degli incanti», legato all’assegnazione di un intervento di riqualificazione urbana con tangenti di importo compreso tra 15mila e 70mila euro per funzionari e politici.

Solo qualche settimana prima, a Induno Olona, due imprenditori e il geometra del comune varesino erano stati arrestati per tangenti legate agli appalti. Stesso film di altre decine di casi raccontate sulle agenzie di stampa e pagine di giornali.

Cronache di giornate per nulla straordinarie nel pianeta appalti, dove tra migliaia di funzionari e imprese oneste, trova evidentemente (troppo) facilmente spazio anche chi tenta di “mettere a frutto” ruoli di grande e piccolo potere.

Un arresto ogni dieci giorni e un caso di corruzione a settimana sono i dati del termometro che misura l’esposizione degli appalti pubblici al rischio corruzione. Numeri da febbre alta, anche se maturati nel pieno della crisi economica e al riparo dalle grandi inchieste sotto la debole illuminazione dispensata dai riflettori delle pagine interne dei giornali locali. A tenere più alta l’attenzione ci prova l’Autorità anticorruzione che in questi giorni ha diffuso il report sulla corruzione in Italia negli ultimi tre anni (2016-2019).

In questo lasso di tempo, informa l’Anac, sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione decise dall’autorità giudiziaria e correlate in qualche modo al settore degli appalti. «Esemplificando – si legge – è quindi possibile affermare che sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa». Si tratta avverte sempre l’Anac, di dati approssimati per difetto. Perché «ordinanze che ictu oculi non rientravano nel perimetro di competenza dell’Anac non sono state acquisite». In linea con questa cadenza temporale sono anche i casi di corruzione emersi analizzando i provvedimenti della magistratura: 152, ovvero uno a settimana (solo a considerare quelli scoperti).

In Sicilia, Lazio e Campania il maggior numero di casi Dal punto di vista numerico, spicca il dato relativo alla Sicilia, dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme). A seguire, il Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14). Il 74% delle vicende (113 casi) ha riguardato l’assegnazione di appalti pubblici «a conferma – sottolinea l’Anac – della rilevanza del settore e degli interessi illeciti a esso legati per via dell’ingente volume economico». Il restante 26%, per un totale di 39 casi, è composto da ambiti di ulteriore tipo (procedure concorsuali, procedimenti amministrativi, concessioni edilizie, corruzione in atti giudiziari, ecc.).

Strategie diverse in base agli importi Su 113 casi di corruzione negli appalti solo 20 riguardavano affidamenti diretti. In tutti gli altri casi si è trattato di gare pilotate. «Ciò lascia presupporre l’esistenza di una certa raffinatezza criminale nell’adeguarsi alle modalità di scelta del contraente imposte dalla legge per le commesse di maggiore importo, evitando sistemi (quali appunto l’assegnazione diretta) che in misura maggiore possono destare sospetti», sottolinea l’Anac.

Burocrazia batte politica Il report mette in evidenza come a essere protagonisti dei canali di corruzione sono sempre più i funzionari e dirigenti pubblici che i politici. Sui 207 «pubblici ufficiali/incaricati di pubblico servizio» indagati 46 sono dirigenti pubblici, altrettanti tra funzionari e dipendenti, cui vanno aggiunti 11 Rup. Insomma, dice l’Anac, ora è «l’apparato burocratico» a farla da padrone. I politici, restano più in ombra, ma non mancano. Sono stati 47 quelli indagati di cui «43 sono stati arrestati: 20 sindaci, 6 vice-sindaci, 10 assessori (più altri 4 indagati a piede libero) e 7 consiglieri».

La «smaterializzazione» della tangente Non sono solo i soldi a passare di mano. Il report mette in evidenza come «si manifestano nuove e più pragmatiche forme di corruzione». Posti di lavoro, consulenze, regalie. Anche sul passaggio di soldi (che comunque si verifica nel 48% dei casi esaminati) non si deve pensare a cifre astronomiche. Spesso si tratta di somme esigue: «2.000-3.000 euro ma in alcuni casi anche 50-100 euro appena».

Più prevenzione, no «deregulation» L’Anac stigmatizza il fatto che la corruzione sia «scomparsa dal dibattito pubblico», mentre «rappresenta un fenomeno radicato e persistente, verso il quale tenere costantemente alta l’attenzione». Per questo «occorre rilevare come la prevalenza degli appalti pubblici nelle dinamiche corruttive giustifichi la preoccupazione nei confronti di meccanismi di deregulation quali quelli di recente introdotti, verso i quali l’Anac ha già manifestato perplessità». Il passaggio, quasi inutile sottolinearlo, è dedicato alle novità del decreto Sblocca-cantieri su affidamenti diretti e subappalti che l’Anac, ai tempi ancora guidata da Raffaele Cantone, ha criticato senza mezzi termini.

Da Edilizia e Territorio del 03/02/2020 di Mauro Salerno

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