Torniamo dopo qualche mese a trattare della nostra rubrica che come intuibile dal titolo racconta di alcune furbate pensate all’interno delle stazioni appaltanti per favorire questo o l’altro imprenditore. Sistemi non troppo ben congeniati in base a quello che abbiamo visto nelle scorse puntate.

Avevamo stilato un elenco delle cattive abitudine che, anche se raccontate in maniera scherzosa, nei più dei casi riguardano vere e proprie condotte penalmente rilevanti.

Questo era il libro nero della scorrettezza:

1- il sorteggio a porte chiuse;

2- il sopralluogo ante manifestazione di interesse;

3- il sorteggio a tempo, chi prima manifesta viene invitato;

4- i finti invitati, inviti cinque risponde uno;

5- la sottostima del valore dell’appalto per il rientro nella procedura negoziata o affidamento diretto;

6- il frazionamento artificioso in lotti;

7- l’aggregazione artificiosa in lotti;

8- l’abito su misura, quando il requisito di gara è sproporzionato;

9- l’obbligo di presa visione dei luoghi per conoscere chi e quanti partecipano;

10- la presa visione ristretta ad un solo giorno;

11- la presa visione a cui può partecipare il solo legale rappresentante;

12- criteri super discrezionali per l’OEPV;

13- la caccia all’errore nelle giustificazioni/spiegazioni di gara;

14 – la proroga perpetuamente eterna…;

15- la somma urgenza per niente somma ma solo urgenza;

16 – sbarramento escludente su criterio discrezionale nel caso di OEPV;

17- il promotore in ambito di concessioni con diritto di prelazione ma concessione non è;

18- l’invito territoriale per la filiera corta, invenzioni dal Trentino Alto Adige;

159- l’inserimento di prodotti e specifiche tecniche troppo specifiche;

20 – l’erronea volontaria collocazione in ambito fuori Codice (concessioni demaniali, convenzioni, opere effettuate da affittuari o concessionari su immobili pubblici, interventi privati con finanziamenti pubblici, ecc..);

21- appalti mascherati da vendita materiale (raccolta olii esausti, vendita legna su demanio, ecc..);

22- quando il trucco diventa elettronico;

23- la determina del 31 dicembre;

24- l’indagine di mercato che poi era una richiesta di offerta e viceversa;

24- la gestione fantasiosa dell’albo fornitori;

25- forzature su cooperative sociali di tipo B;

26- quando il servizio e/o la fornitura diventano lavoro, per restare sotto soglia;

Oggi tratteremo un classicissimo: i finti invitati, inviti cinque risponde uno.

Questo trucchetto penalmente rischiosissimo  preclude la compiacenza di più soggetti: il RUP che seleziona gli invitati per la procedura negoziata e gli operatori economici invitati che si accordano per raggiungere un risultato e spartire la torta.

Il sistema gira tutto sulla scelta arbitraria dei soggetti da invitare, questi soggetti scelti debbono conoscersi e debbono essere d’accordo per poter avere tutti giovamento.

Pertanto il RUP o sceglie arbitrariamente la cricca da invitare di sua fantasia, oppure pesca a suo piacimento con un sorteggio non in seduta pubblica, oppure sceglie senza un apparente criterio dall’albo fornitori diligentemente precostituito dove sono nascosti gli imprenditori amici.

Ribadiamo che i temi trattati sono stati riscontrati da un’attenta osservazione dall’esterno del mondo appalti e non perché chi scrive sia solito impiegare metodi fraudolenti, se ne scriviamo è solo per disincentivare queste pratiche scorrette.

Chiaramente il fatto che sono invitati cinque, dieci, o quindici soggetti non cambia la questione.

Approfittiamo per evidenziare agli amici imprenditori che anche solo dire ad un collega, a proposito di una gara, di partecipare o non partecipare per qualsivoglia motivo si rischia la turbativa o astensione, si vedano in proposito gli artt. 353, 353 bis, 354 del codice penale.

Interessante rilevare come i tre articoli del codice penale siano in qualche modo sbilenchi sulla previsione della pena, per le turbative ci sono pene molto salate mentre per l’astensione, per il quale si turba egualmente la regolarità dell’asta, c’è una pena molto inferiore, lasciamo l’argomento a qualche penalista che vorrà delucidarci il perché di questo assetto di pene.

Agli stessi reati 353 e 353 bis soggiace il RUP che con leggerezza chiama al suo amico imprenditore locale per fargli sapere solamente che la prossima settimana uscirà quel bando tanto atteso, par condicio violata ed esito della gara probabilmente distorto, condanna per il RUP ci potrebbe stare.

Ma per tornare al nostro sistema di invito e gara pilotata come fare ad accorgersene?

Nel rilevare e studiare le statistiche di aggiudicazione abbiamo notato in questi anni che in alcune gare, presso particolari stazioni appaltanti, ricorreva con frequenza uno strano dato statistico.

Di tanti invitati alla procedura negoziata rispondeva uno o comunque pochi operatori e con ribassi molto esigui.

Certo che non abbiamo certezza che gli invitati si fossero messi d’accordo per far aggiudicare favorevolmente l’appalto ad un soggetto, ma lavorando quotidianamente con imprenditori abbiamo assoluta certezza che a fronte di un invito ad una procedura negoziata nessun imprenditore si tirerebbe indietro se non un 10/20% al massimo.

Perché l’imprenditore degli appalti vive di piccole chance e sa che un invito ad una negoziata anche per pochi euro su di un cucuzzolo di una montagna non si può sprecare.

Attenzione quindi alle statistiche di gara, se le possediamo noi figuriamoci chi è deputato al controllo.

22/12/2018

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