Nell’ultimo anno ci siamo battuti con forza contro l’arcinota questione della terna subappaltatori.

Abbiamo appurato che la terna non serve a niente in quanto poteva essere operazione traslabile al momento della richiesta di subappalto vera e propria.

Inoltre, in molti dei casi ed in particolare per la terna cd. a infiltrazione mafiosa si generava un pericolosissimo ostacolo alla partecipazione alla gara.

Provvedevamo così a produrre un modello di contestazione dei bandi che contenevano l’infelice  clausola di determinazione della terna in sede di gara.

In molti, speriamo anche grazie ai nostri consigli, sono riusciti a far rinunciare la stazione appaltante a richiedere le terne subappaltatori a previsione della terna già contenuta nella disciplina di gara

C’è da dire subito che anche nelle consultazioni avviate dal Ministero per l’aggiornamento modifica del codice appalti in molti si sono accaniti contro la malsana previsione di legge relativa alla terna subappaltatori, di fatto poi, molti RUP hanno da qualche mese hanno rinunciato a chiedere la terna, nella fascia di importo facoltativa di sottosoglia, capendo l’inutile aggravio per imprese e per stazione appaltante.

Quando però la prassi e il buon senso iniziavano a superare la problematica in completa autonomia ecco arrivare un conforto dalla giurisprudenza, un  TAR Lazio che rafforza le nostre convinzione e che ci fa vedere un bagliore di luce in fondo al tunnel.

Il TAR Lazio del 05/10/2018 su una impugnazione relativa ad una aggiudicazione per mancata individuazione della terna subappaltatori suggerisce:

Ragionevole risulta altresì l’indicazione della terna dei subappaltatori contemplata per ogni tipologia di prestazione di cui all’art. 4 del capitolato speciale (installazioni, concerti, performance teatrali, attività ludico – ricreative, proiezioni a contorno degli eventi principali),
così come la specificazione che le piccole e medie imprese sono esonerate dall’obbligo di indicare, in sede di gara, una terna di subappaltatori.

Pare innanzitutto evidente che il subappalto sia utilizzabile in relazione a tutti gli eventi secondari che l’offerente propone di organizzare; inoltre, (dopo il correttivo al codice) non è più nemmeno necessaria la relativa previsione espressa del bando, atteso che la possibilità del subappalto è immanente sol che si rispettino i limiti di legge e che il subappaltatore sia in possesso dei necessari requisiti.

Va comunque ribadita la non immediata lesività della relativa previsione; considerando altresì che il concorrente potrà esercitare la facoltà di subappalto (per la quale ha espresso l’opzione in gara) solo dopo l’aggiudicazione. 

Possiamo dire che con ogni probabilità, viste le ragioni più volte descritte ed evidenziate, la terna subappaltatori potrebbe avere le ore contate.

Sarebbe però bello conoscere il genio che ha inventato questa inutile e stupida procedura che di certo sarà costata qualche centinaio di ricorso ai TAR di tutto il Paese.

In attesa della tanto sperata cassatura dell’art. 105 comma 6 continuiamo a contestare richiamando il TAR Lazio e le norme Antitrust.

E’ tutto.

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Arch. Paolo Capriotti

14/10/2018

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