Alcuni importanti novità nelle pieghe del D. Lgs. 50/2016 in tema di pagamenti e questioni che ci girano intorno:
– l’anticipazione del 20% dell’importo a base di gara (non di aggiudicazione) viene corrisposto ordinariamente dalle stazioni appaltanti e questo ha risolto alla grande il problema legato alla mancanza di liquidità derivante i tardati pagamenti (trovate il modulo di richiesta sull’apposita pagina);
– i trenta giorni oltre il quale scattano gli interessi per tardato pagamento sono stati fissati alla data di predisposizione del certificato di pagamento da parte della direzione lavori e non alla fatturazione (contro i RUP furbetti che parcheggiavano i certificati attendendo non si sa quale verifica prima di dare l’ok alla fatturazione);
– il pagamento diretto per i subappaltatori quando piccole imprese ha restituito un po’ di fiducia a quei soggetti che volevano entrare nella filiera delle pubbliche commesse ma non lo facevano per paura di non essere pagati dalle grandi imprese;
– altra novità è che scompare il divieto di contrarre con appalti a misura del vecchio ordinamento (c’era l’eccezione solo per particolari commesse) quindi sembra oggi piena facoltà delle stazioni appaltanti adottare liberamente il sistema a misura, sistema più equo e meno rischioso per gli operatori economici;
– altra bizzarra questione riguarda la possibilità di previsioni di penali per l’esecuzione del contratto, non esiste alcuna previsione speciale né sul Codice né sulle parti ultravigenti del Regolamento che rendano possibile l’applicazione, l’art. 145 del D.P.R. 207/2010 che prevedeva la possibilità di applicare le penali entro una certa misura è stato infatti soppresso, volutamente o per errore non lo sappiamo.

Dott. Paolo Capriotti

21/01/2017

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