Riforma del nuovo Codice degli appalti: approvato dal Governo il Ddl Delega

Lo scorso 28 febbraio 2019 il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di disegni di legge delega finalizzati a realizzare decreti legislativi per le semplificazioni e lo specifico riordinamento normativo.

La Delega in materia di riforma degli appalti pubblici, se venisse approvata dal Parlamento, autorizzerebbe il Governo ad adottare “un nuovo codice dei contratti pubblici in sostituzione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché del decreto legislativo 15 novembre 2011, n. 208, ovvero modificandoli per quanto necessario.”

La bozza del Ddl, seppur scarna (due articoli contenuti in cinque pagine), si prefigge chiaramente l’obiettivo di abbandonare l’attuale impianto normativo che, con i numerosi provvedimenti attuativi previsti non ancora definiti, rimane in larga parte incompiuto.

L’articolo 1 contiene una serie di principi direttivi che offrono spunti interessanti per comprendere verso quale direzione ha intenzione di muoversi il Governo:

– volontà di aderire alle direttive europee con discipline opportunamente differenziate negli appalti di lavori, servizi e forniture e “apposita regolamentazione per l’«affidamento dei contratti di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato, formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”

– possibili novità in materia di contenzioso con l’intenzione di “razionalizzare i metodi di risoluzione delle controversie, anche alternativi ai rimedi giurisdizionali, riducendo gli oneri di impugnazione degli atti delle procedure di affidamento”

– intervento generale di riordino della centralizzazione delle gare intervenendo sulle attuali centrali di committenza e soggetti aggregatori muovendosi verso gli appalti di lavori gestiti dalla piattaforma Consip. I due principi e criteri direttivi contenuti alle lettere m) e n) dell’art. 1, comma 2 indicano quanto segue:

– “riordinare e riorganizzare l’attuale disciplina concernente le centrali di committenza e i soggetti aggregatori, con riferimento agli obblighi e alle facoltà inerenti al ricorso agli strumenti di acquisto e negoziazione messi a disposizione dagli stessi e provvedere all’introduzione di strumenti di controllo sul rispetto della disciplina in materia di razionalizzazione della spesa per gli acquisti delle pubbliche amministrazioni” [lettera m)]

– “promuovere lo sviluppo di forme di acquisto di beni, servizi e lavori gestite attraverso i sistemi informatici di negoziazione, anche in modalità ASP (Application Service Provider) messi a disposizione da Consip Spa e dai soggetti aggregato” [lettera n)]

possibilità per le imprese di detrarre gli oneri di gara informativi e amministrativi [art.1, lettera v)]

– “armonizzare, semplificare e razionalizzare la disciplina dei controlli, ad eccezione di quelli fiscali” con l’obiettivo di realizzare un sistema di controlli su imprese e professionisti le cui attività “siano svolte in modo da recare il minore intralcio possibile al normale esercizio delle attività, tenendo conto dell’esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate”.

Nel testo del Ddl viene specificato che verranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata, Consiglio di Stato e Anac, i quali avranno 45 giorni per formulare i loro pareri e comunque, trascorsi 45 giorni “il Governo può comunque procedere”. Per le commissioni parlamentari, invece, “se il termine previsto per l’espressione del parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l’esercizio della delega o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni”. Se poi il Governo non riterrà di conformarsi alle indicazioni del Parlamento, avrà la possibilità di rispondere “con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione”. Le Commissioni potranno replicare entro 10 giorni ma “decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati”.

Il regolamento attuativo, invece, dovrà arrivare al massimo entro due anni dall’entrata in vigore del nuovo codice.

 

Per un’approfondita consultazione riportiamo di seguito il Disegno di Legge Delega.

DDL DELEGA_APPALTI

 

04/03/2019

© RIPRODUZIONE RISERVATA

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *