In due precedenti articoli ci eravamo avventurati in discorsi al limite del proibito.

Avevamo ragionato su forme di gare che potessero andare in favore del territorio, verso un federalismo degli appalti,  confliggendo contro quel principio di libera concorrenza del mercato che sembra essere principio assoluto e predominante, non ce ne è per l’economia di procedura, per la ricaduta economica occupazionale, né per l’occasione di rilancio di territori colpiti da calamità.

Questi erano gli articoli.

Appalti riservati, a km zero, e idoneità operativa. Part. 1

Appalti riservati per la ricostruzione pubblica post sisma, la Regione Marche ci prova sul serio. Parte 2

La questione dibattuta era emersa con riferimento agli appalti di ricostruzione del post sisma del centro Italia per cui in una maniera o l’altra si auspicava che le imprese dei territori colpiti fossero prese in dovuta considerazione.

Abbiamo approfondito il tema anche ad un corso di formazione in cui, alla presenza di molti rappresentanti di comuni colpiti dal sisma del centro Italia, abbiamo lanciato la sfida di proporre un sistema di prequalificazione per individuare i soggetti da invitare alle procedure negoziate che, a quanto pare in base agli emendamenti in corso d’approvazione, dovrebbero essere consentite fino alla soglia di un milione di euro.

Tale sistema di prequalificazione deve fondarsi sulla migliore idoneità operativa rispetto al territorio dove eseguire l’appalto e deve andare verso il tentativo della Regione Marche nella richiamata Delibera di gestione del proprio elenco fornitori nonché verso quello che avviene costantemente da decenni in alcune parti di Italia (si vedano in proposito i precedenti articoli).

Sul tema idoneità operativa abbiamo pareri ANAC e sentenze dei giudici amministrativi che ci dicono che si può fare purchè, aggiungiamo noi, non ci sia sproporzione nel sistema premiante che possa in qualche modo chiudere il mercato.

Con tale sistema tutti possono organizzarsi per poter essere invitati, cosa che non può continuare a succedere è che appaltatori avventurieri si propongano su un territorio difficile come quello della ricostruzione post sisma impreparati e ignari degli scenari portando a situazione disastrose: subappalti illegittimi, operai sfruttati, contenziosi alla sottoscrizione della consegna lavori, cantieri abbandonati.

Chi vorrà lavorare nella ricostruzione potrà farlo purchè dimostri l’idonea minima organizzazione sulla base di:
A. idoneità operativa geografica operativa rispetto al luogo di esecuzione dei lavori
B. Idoneità organizzativa pregressa rispetto agli anni di operatività dell’impresa nei luoghi oggetto di esecuzione
C. Idoneità logistica e di benessere dei lavoratori rispetto alla disponibilità di spazi idonei per l’esecuzione lavori

Per quanto detto, come promesso, questi sono i modelli di gara da noi predisposti per le procedure negoziate in cui scatta un sistema di prequalificazione sulla base della migliore idoneità operativa:

AVVISO INTERESSE

ISTANZA PARTECIPAZIONE

VERBALE SELEZIONE INVITATI

LETTERA INVITO DISCIPLINARE

Questo invece uno schema di disciplinare di gara aperta per gare da aggiudicarsi con l’offerta economicamente più vantaggiosa che alla stessa stregua di quanto detto premia l’organizzazione sul territorio.

DISCIPLINARE

Sperando di aver fatto cosa utile ci auguriamo che qualche stazione appaltante adotti i schemi proposti, pretendere agli operatori economici di organizzarsi al meglio per poter essere presi in considerazione non deve essere una possibilità ma un dovere.

E’ tutto.

Arch. Paolo Capriotti

24/02/2019

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

 

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