Nuovo Codice, ANCE: “I 7 PUNTI ESSENZIALI DELLA RIFORMA”

In audizione presso l’VIII Commissione del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione del Codice dei contratti, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha duramente criticando l’attuale normativa affermando che “Il nuovo Codice dei Contratti ha fallito”.

“La riforma, nonostante la sostanziale condivisione di gran parte dei principi che l’hanno ispirata, contenuti nella Legge Delega n. 11/2016, dopo due anni dalla sua entrata in vigore, appare ancora lontana da un suo definitivo compimento. A 2 anni dall’entrata in vigore dalla riforma, dei circa 60 provvedimenti attuativi previsti dal Codice, in sostituzione del Regolamento Generale, ne sono stati adottati meno della metà.
In questo quadro, peraltro, risultano ancora inattuati il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e l’albo dei commissari esterni, che avrebbero dovuto costituire i pilastri della riforma in materia di trasparenza.
In questo contesto, il decreto correttivo n. 56/2017, malgrado abbia apportato alcuni indubbi miglioramenti al Codice, non ha sciolto tutti quei “nodi” che impediscono il pieno raggiungimento delle finalità di rilancio del settore.”

ANCE evidenzia come “l’Italia ha un pesante ritardo infrastrutturale che rende urgente l’adozione di misure per accelerare la realizzazione di opere pubbliche necessarie per la qualità della vita e per la crescita. Manutenzione del territorio, sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici, infrastrutture per la competitività delle città e dei territori sono indispensabili per lo sviluppo sociale oltre che economico del Paese”.
Rileva inoltre che “l’andamento della spesa per investimenti dei comuni che ha raggiunto nel 2017 il livello più basso dall’inizio della crisi, facendo registrare una riduzione del 51,3% rispetto al 2008, accompagnata da una crescita del 10,3% della spesa corrente”, risultati dovuti a procedure di spesa delle risorse troppo lente e farraginose che impediscono l’apertura in tempi rapidi dei cantieri aumentando il gap tra stanziamenti e risorse effettivamente spese per infrastrutture”.

Nel dettaglio, ANCE propone l’adozione di un decreto legge, da adottarsi entro fine anno, e un ripensamento della riforma del Codice tramite “la predisposizione un articolato più semplice, accompagnato da un Regolamento attuativo dedicato ai lavori pubblici (e da uno per i servizi e le forniture), dotato di forza cogente, in cui far confluire la normativa di dettaglio e le linee guida Anac. Al contempo, considerato che tale iter normativo comporterà inevitabilmente una tempistica di medio periodo, occorre individuare sin d‘ora un pacchetto misure “anticrisi”, da inserire in un decreto legge “ponte”, da applicare, cioè, fino a quando il nuovo quadro normativo “a regime” non si sarà completato.

Le misure urgenti da adottare secondo ANCE si articolano nei seguenti 7 temi:

 

  • SUBAPPALTO
    Superamento dei seguenti aspetti critici:

– limite del 30% dell’importo totale dell’appalto quale quota massima subappaltabile

– obbligo di ATI verticale per le categorie super-specialistiche

– limite del 20% sui prezzi risultati dall’aggiudicazione quale massimo ribasso praticabile al subappaltatore

– divieto di ribasso sui costi di manodopera

– obbligo di pagamento diretto del subappaltatore in caso di micro-piccola impresa

– obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori

– divieto per l’appaltatore di qualificarsi anche attraverso lavori affidati in subappalto

– esclusione dalla gara se il subappaltatore della terna non ha i requisiti

 

  • CRITERI DI AGGIUDICAZIONE

Fino all’istituzione dell’albo dei Commissari esterni e del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti:

– OEPV vietata sotto i 2 milioni di euro

– OEPV consentita tra i 2 milioni e la soglia comunitaria solo in caso di appalto con complessità tecnica

– applicazione dell’esclusione automatica delle offerte anomale, insieme a un nuovo metodo “antiturbativa” in assenza si complessità tecnica

– i criteri di valutazione tecnica devono essere oggettivi, misurabili e il più possibile declinati in sub-criteri

– adozione di metodi di calcolo che consentano di contenere la rilevanza dei ribassi nella valutazione della componente prezzo

– stesse soglie di importo per l’applicazione dei criteri di aggiudicazione anche per il settore dei beni culturali

 

  • PROCEDURE NEGOZIATE SOTTO SOGLIA

– sotto ai 40.000 €: affidamento diretto

– tra i 40.000 e i 150.000 €: il RUP sceglie liberamente gli invitati nel rispetto del principio di rotazione

– tra i 150.000 e i 500.000 €: il RUP utilizza un “sorteggio pubblico qualificato” che riservi il 50% degli inviti alle imprese locali idoneamente qualificate e il restante alle altre

– tra i 500.000 e 1.000.000 €: procedura aperta o negoziata con indagine di mercato e obbligo di invito di tutti i soggetti idoneamente qualificati che hanno manifestato interesse

 

  • NUOVA QUALIFICAZIONE SOA

Riforma passante per due momenti:

– in via transitoria, fino all’attuazione del nuovo sistema di qualificazione “congelamento” delle qualificazioni attuali, previa verifica della sussistenza di quattro parametri in capo all’impresa, che ne dimostrino “l’esistenza in vita”:

– patrimonio netto pari al 5% della cifra d’affari dell’ultimo anno;

– almeno tre anni degli ultimi 5 chiusi in utile;

– continuità dell’iscrizione in cassa edile;

– assenza di concordato o di presentazione di istanza di concordato.

– “a regime”, una nuova qualificazione da attuare secondo i presupposti sopra descritti, consentendo inoltre, l’utilizzabilità sine die dei certificati di esecuzione lavori – sulla falsa riga della qualificazione nei beni culturali – con una verifica triennale “alleggerita” ed ulteriori affinamenti.

 

  • APPALTO INTEGRATO

– ripristino della possibilità di ricorrere all’appalto integrato per la realizzazione di investimenti pubblici, consentendo alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto definitivo

 

  • PARTECIPAZIONE ALLE GARE DI IMPRESE IN CRISI

– impedimento alla partecipazione alle gare di imprese fallite o in concordato in continuità o in amministrazione straordinaria

 

  • SPLIT PAYMENT

– abrogazione dello split payment

 

Di seguito i testi della proposta ANCE.

Audizione ANCE

7 Punti riforma ANCE

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *