Somministrazione di personale, subappalto di sola manodopera, distacco di manodopera. Quali differenze? Quali problematiche nascoste?

Categoria scorporabile inferiore a 150.000 € e dichiarazione requisiti art. 90 d.P.R. 207/2010

Aggiornamento 2019 della modulistica per l’impresa dei lavori pubblici

Abbiamo provveduto a riordinare e aggiornare la modulistica per le imprese operanti nel settore lavori pubblici.

Molti cambiamenti sono intervenuti soprattutto a fronte delle novità introdotte nel 2018 dal D MIT sul DL.

Per guadagnare tempo, per non sbagliare, per restare aggiornato.

Una guida infallibile per il tuto ufficio gare.

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Corso di formazione per tecnici e rup sulle riserve “di nuova generazione” 26/10/2018

Il 26 Ottobre 2018 dalle ore 9.30 alle ore 16.30 presso l’Hotel David Palace, Porto San Giorgio (FM) presenteremo il corso di formazione/aggiornamento sulle riserve e sugli strumenti per la prevenzione della controversie in fase di esecuzione del contratto d’appalto pubblico.

Il corso è rivolto a pubbliche e amministrazioni e operatori economici.

I relatori del corso sono: l’Avv. Emilia Piselli dello studio legale Piselli and Partners di Roma e l’Arch. Paolo Capriotti della Capriotti Appalti Solutions.

Per maggiori informazioni e scrizione al corso vai al link:

 

Rubrica, sviste e trucchetti dalle stazioni appaltanti del Paese. N. 4

Oltre un anno fa abbiamo avviato una rubrica per portare a conoscenza di alcune brutte abitudini delle stazioni appaltanti di tutta Italia.

Modi di fare che urtano bruscamente contro i principi del trattato che abbiamo voluto denunciare per solo spirito di migliorare le cose e non mandare nessuno in galera.

In uno dei numeri precedenti avevamo trattato il tema infelice della richiesta di obbligo di sopralluogo ante manifestazione interesse.

Per buona pace di alcuni RUP , che tentavano stupidamente di disincentivare a tutti i costi la partecipazione alla gara, l’ANAC ha chiuso in maniera tombale la questione dicendo che NON SI PUO’ FARE! Si veda in proposito il  comunicato del Presidente Raffaele Cantone del 18 luglio 2018 recante indicazioni alle stazioni appaltanti sul tema del sopralluogo obbligatorio nella fase della manifestazione di interesse nelle procedure negoziate.

Chissà che ci abbiano letto gli amici dell’ANAC.

Vista la buona notizia di aver addrizzato un torto ci siamo rinvigoriti e usciamo oggi con un nuovo articolo della “Rubrica, sviste e trucchetti dalle stazioni appaltanti del Paese” anche perché nonostante si parli sempre più di lotta alla corruzione, di parità di trattamento, di equa distribuzione delle occasioni, alcune stazioni appaltanti insistono con trucchi per aggirare  la norma e favorire questo e quello.

Avevamo anticipato che avremmo trattato delle cattive abitudine più frequenti sperando che nel solo richiamarle qualcuno avrebbe abbandonato il malcostume ma invece …

Questo era l’elenco delle scorrettezza:

1- il sorteggio a porte chiuse;

2- il sopralluogo ante manifestazione di interesse;

3- il sorteggio a tempo, chi prima manifesta viene invitato;

4- i finti invitati, inviti cinque risponde uno;

5- la sottostima del valore dell’appalto per il rientro nella procedura negoziata o affidamento diretto;

6- il frazionamento artificioso in lotti;

7- l’aggregazione artificiosa in lotti;

8- l’abito su misura, quando il requisito di gara è sproporzionato;

9- l’obbligo di presa visione dei luoghi per conoscere chi e quanti partecipano;

10- la presa visione ristretta ad un solo giorno;

11- la presa visione a cui può partecipare il solo legale rappresentante;

12- criteri super discrezionali per l’OEPV;

13- la caccia all’errore nelle giustificazioni/spiegazioni di gara;

14 – la proroga perpetuamente eterna…;

15- la somma urgenza per niente somma ma solo urgenza;

16 – sbarramento escludente su criterio discrezionale nel caso di OEPV;

17- il promotore in ambito di concessioni con diritto di prelazione ma concessione non è;

18- l’invito territoriale per la filiera corta, invenzioni dal Trentino Alto Adige;

159- l’inserimento di prodotti e specifiche tecniche troppo specifiche;

20 – l’erronea volontaria collocazione in ambito fuori Codice (concessioni demaniali, convenzioni, opere effettuate da affittuari o concessionari su immobili pubblici, interventi privati con finanziamenti pubblici, ecc..);

21- appalti mascherati da vendita materiale (raccolta olii esausti, vendita legna su demanio, ecc..);

22- quando il trucco diventa elettronico;

23- la determina del 31 dicembre;

24- l’indagine di mercato che poi era una richiesta di offerta e viceversa;

24- la gestione fantasiosa dell’albo fornitori;

25- forzature su cooperative sociali di tipo B;

26- quando il servizio e/o la fornitura diventano lavoro, per restare sotto soglia;

Quando era un po’ che non vedevamo furbi girare, ecco che ci imbattiamo nuovamente in una stazione che sfrutta il trucco numero 3 dell’elenco, il sorteggio a tempo, chi prima manifesta viene invitato; una fantasiosa tipologia di selezione che prevede che a seguito di manifestazione di interesse per la richiesta di invito alla procedura negoziata (copio incollo dal bando):

“Saranno invitati a presentare l’offerta almeno 10 operatori individuati con le prime manifestazioni di interesse tra quelle pervenute e ammesse. A tal fine sarà valido l’ordine d’arrivo del protocollo del Comune.”

Chi prima arriva meglio alloggia potremmo dire.

Ma siamo imprenditori o corridori?

E soprattutto non andrà a finire che un minuto dopo la pubblicazione dell’avviso arriveranno dieci richieste da operatori vicini alla stazione appaltante?

Stendiamo un velo pietoso e non commentiamo la fantasiosa scelta che oltre a denigrare la professionalità imprenditoriale non trova nessun supporto in norme e linee guida.

Diciamo solo che se il RUP pensa di suggerire ai suoi amici la prossima uscita dell’avviso per favorire loro, e tagliare fuori il resto del mondo, commette probabilmente almeno due reati:

  • Articolo 326 Codice penale Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio (pena reclusione da sei mesi a tre anni)
  • Articolo 353 bis Codice penale Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (pena da sei mesi a cinque anni)

Ne vale la pena? Fate un po’ voi …

Abbiamo fatto per tre volte richiesta di accesso agli atti  per conoscere i nomi dei selezionati e capire il giorno e l’ora di arrivo delle loro manifestazioni ma al terzo sollecito tutto ancora tace.

Vi aggiorneremo sulle evoluzioni ella vicenda che riguarda un piccolo comune dell’Umbria.

Ci lasciamo in fine con una citazione del Dott. Michele Corradino anima e cuore dell’Anticorruzione:

“La corruzione e il malaffare si nutrono di burocrazia. Crescono al crescere della complessità degli oneri burocratici e della proliferazione normativa che fanno diventare i funzionari arbitri del procedimento amministrativo, aprendo la strada dell’illecito a quelli disonesti” .


Allegoria del Buono e Cattivo Governo, A. Lorenzetti, Siena 1339

Alla prossima puntata.

11/08/2018

Arch. Paolo Capriotti

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

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A settembre decreto legge con i primi ritocchi al Codice Appalti

Da Edilizia e Territorio del 01/08/2018

Un decreto legge a settembre con i primi ritocchi al Codice appalti. La stabilizzazione delle detrazioni fiscali all’edilizia. L’analisi costi benefici sulle grandi opere di legge obiettivo. E poi: priorità alla mobilità collettiva ed ecologica al posto dell’auto privata e dei veicoli diesel e benzina. Piccole opere diffuse e manutenzione al posto delle grandi infrastrutture, ma sì al rilancio degli investimenti pubblici come chiave per aumentare il Pil.

Il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha illustrato ieri in Senato i programmi del suo ministero. Tra le novità anche il definitivo stop del governo alla fusione Anas-Fs («è un fallimento annunciato») e la conferma dell’obiettivo 51% italiano per l’Alitalia («ma non significa nazionalizzazione»).

Alcune delle novità erano state anticipate in mattinata al presidente dell’Ance (costruttori) Gabriele Buia. Sul Codice il governo punta a un’azione in due fasi: prima un decreto legge con modifiche circoscritte e di immediato impatto soprattutto con l’obiettivo semplificazione e sblocca-cantieri. E poi, in tempi più lunghi, una riforma più complessiva.

Ance soddisfatta – oltreché sul Codice – anche sul fronte edilizia e urbanistica. «Punteremo sulla stabilizzazione delle detrazioni fiscali come l’ecobonus» – ha detto Toninelli «e faciliteremo il più possibile il ricorso al sisma-bonus». «Rilanceremo il settore delle costruzioni – ha anunciato – «promuovendo rigenerazione urbana, edilizia di qualità e digitalizzazione».

L’Ance preoccupata invece sul fronte grandi opere, sul fatto che l’analisi costi benefici finisca per fermare «opere già iniziate da anni e con progetti approvati». Toninelli in commissione ha spiegato che la priorità del suo ministero sarà «dotare il Paese di una rete di tante piccole opere diffuse» piuttosto che «le grandi opere mastodontiche e dispendiose». Su queste Toninelli ha confermato che è in corso un’analisi costi-benefici oggettiva, scientifica e “terza”, cordinata dal Ministero, i cui risultati «saranno resi note nei prossimi mesi». Tra le opere oggetto di analisi ha citato «la Gronda autostradale di Genova, l’aeroporto di Firenze, la Pedemontana Lombarda, l’Alta Velocità Brescia-Padova, il Terzo Valico, il Nodo di Firenze, la Torino-Lione».

CODICE, IL NODO APPALTO INTEGRATO

«Circa l’obiettivo di rifomare il Codice appalti», più volte annunciato dal governo, «faremo a settembre un decreto legge che cominci a toccare alcuni punti». Lo ha annunciato il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in audizione al Senato. «Pubblicheremo delle linee guida di principio, su cui apriremo le consultazioni». Il Ministro ha spiegato meglio in mattinata al presidente dell’Ance, Gabriele Buia, che il governo punta a un’azione in due fasi: prima appunto un decreto legge con modifiche circoscritte e di immediato impatto soprattutto con l’obiettivo sblocca-cantieri, cioè di semplificare e accelerare alcune procedure dell’attuale Codice ritenute fonte di rallentamento e complicazione. E poi, in tempi più lunghi, lavorare a una riforma più complessiva, che dovrebbe necessariamente passare per un disegno di legge o una legge delega che superi quella del 2015, da attuare con Dlgs. Il tavolo per la riforma del Codice appalti è coordinato dalle presidenza del Consiglio, ma con un ruolo chiave dell’ufficio legislativo del Mit.

Su cosa significhi “semplificare” il Codice appalti in audizione Toninelli ha detto che «il Ministero sta lavorando, di concerto con l’Anac, per avere regole più chiare e semplici sul tema dell’affidamento degli appalti», che «snellire le procedure non è in contraddizione con la difesa della legalità», che «è necessario alzare il livello qualitativo della progettazione, abbattendo al tempo stesso gli sprechi e i casi di incompiute. Ma, soprattutto, gli appalti pubblici necessitano di grande trasparenza per scongiurare i gravi fenomeni corruttivi e gli scandali cui assistiamo da troppo tempo».

Lunedì era stato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, sempre in audizione al Senato, a mettere in guardia in modo diretto sul fatto che ai tavoli in corso presso il Mit, o nelle proposte che circolano, dietro l’obiettivo di “semplificare” ci può essere quello di ribaltare gli obiettivi chiave del Codice 2016, che secondo Cantone restano validi, furono condivisi da un’ampia maggioranza nella legge delega 2015, e devono essere semmai attuati fino in fondo: ridurre i maxi-ribassi, le varianti e i contenziosi in corso d’opera, i subappalti; migliorare la qualità della progettazione e ridurre e qualificare le stazioni appaltanti. Il tutto anche come strumento anti-corruzione. Cantone ha in particolare messo in guardia da marce indietro, che snaturerebbero questi obiettivi, sul tema dell’appalto su progetto esecutivo e sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, approvando un Dpcm che è in sostanza pronto ma ha trovato pesanti resistenze soprattutto negli enti locali.

PRIORITA’ ALLE PICCOLE OPERE, ANALISI COSTI-BENEFICI SULLE GRANDI

Stop alla priorita’ per le «grandi opere mastodontiche e dispendiose», e spinta invece a «una rete di tante piccole opere diffuse, che servano realmente ai cittadini». Così il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato. «Le opere figlie della legge obiettivo sono sottoposte a un’attenta analisi costi-benefici». «Le grandi opere che necessitano di questo tipo di intervento – ha spiegato il Ministro – sono note: tra le altre la Gronda autostradale di Genova, l’Aeroporto di Firenze, la Pedemontana Lombarda, oltre al complesso della cosiddetta linea dell’Alta Velocità che comprende tra le altre le opere relative al Terzo Valico, il Nodo di Firenze, il collegamento tra Brescia e Padova e la tratta Torino-Lione».

Nella lista di Toninelli spiccano due cose: ci sono opere a fasi di avanzamento progettuale e giuridico molto diversi, alcune ancora in progettazione e da approvare, come l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, altre già contrattualizzate con le imprese e in fase avanzata di realizzazione, come il Terzo Valico di Genova e il Nodo di Firenze. L’altra cosa che colpisce sono le “illustri assenze”: non ci sono il tunnel del ferroviario del Brennero e l’alta capacità Napoli-Bari, opere che Toninelli ha già definito strategiche e di fatto confermato (senza far riferimento ad analisi costi-benefici). Non è stata citata la ferrovia Catania-Palermo e soprattutto il Ponte sullo stretto (o altre forme di collegamento stabile). Nessun riferimento anche al maxi-piano di ampliamento dell’aeroporto di Roma Fiumicino, certo molto più impattante rispetto alla nuova pista di Firenze. Nè alla Roma-Latina, l’autostrada Tirrenica, la Romea, la Pedemontana veneta.

Appalti a km zero e pagamenti certi: Di Maio «spinge» le Pmi

Da Edilizia e Territorio del 13/07/2018 di Mauro Salerno

Si torna a parlare di tutela delle Pmi negli appalti pubblici. Ad annunciare una serie di misure per garantire maggiore partecipazione delle piccole e piccolissime imprese nel mercato dei contratti assegnati da Stato, aziende pubbliche e enti locali è stato il vicepremier Luigi Di Maio. Ascoltato alla Camera, in forza del suo ruolo di superministro con doppia delega a Sviluppo economico e Lavoro, Di Maio ha spiegato di voler agire sul nuovo codice degli appalti per rafforzare le norme a favore delle piccole e medie imprese.

Qualche passo in questa direzione, anche su impulso delle direttive europee, si era già tentato di farlo con la riforma del codice varata due anni fa. Ma a parte gli aiuti sulle garanzie da presentare in gara, molte altre norme (vedi alla voce suddivisione degli appalti in lotti) sono state tradotte in formule di principio, dunque scarsamente applicate.

È proprio su questi aspetti che Di Maio ha annunciato di volersi concentrare. «Vogliamo garantire alla Pmi la possibilità di partecipare agli appalti pubblici, evitando che siano coinvolte solo nei subappalti», ha spiegato il vicepremier. L’idea è quella di rafforzare le tutele previste “in nuce” nel codice «garantendo che la disciplina non sia facilmente derogabile da parte delle stazioni appaltanti come accade ora», ha aggiunto Di Maio. Ma non si tratterà solo di questo.

Una delle strategie è quella di puntare sul rapporto territoriale tra appalti e imprese, con formule capaci di «valorizzare l’elemento territoriale» delle imprese: una specie di «appalti a chilometro zero», secondo la definizione del ministro.

L’altra novità forte riguarda l’intenzione di voler individuare un recinto di gare contendibili solo dalle piccole e medie imprese. Si tratterà di appalti sotto lo soglia europea che dovrebbero essere aggredibili solo dalle Pmi «contemplando una riserva anticipata di quote di appalti».

Il Governo, ha spiegato Di Maio, intende intervenire anche «per risolvere la questione dei debiti insoluti della Pa nei confronti delle imprese (circa 30 miliardi)». Anche in questo caso l’intenzione è quella di agire sulla leva del codice dei contratti con due mosse. Da una parte, ha detto il ministro vogliamo « contrarre il tempo di gestione dei pagamenti delle fatture negli appalti pubblici». Dall’altra « si procederà per potenziare la compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubbliche amministrazioni, ampliando le fattispecie finora ammesse».

Pmi a parte, rispondendo alle sollecitazioni dei deputati Di Maio ha poi annunciato anche semplificazioni sul Durc e una revisione del meccanismo dell’avvalimento che consente il prestito di requisiti tra le imprese che partecipano alle gare pubbliche.