La Commissione Europea apre formalmente una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sul Codice appalti

2019: le modifiche in vigore al Codice degli Appalti

I vari rumor e bozze legislative circolati negli ultimi mesi del 2018 avevano fatto pensare a imminenti e profonde modifiche al D.lgs. n. 50/2016, in realtà le variazioni al Codice hanno riguardato piccoli aspetti e sono state dettate dai recenti provvedimenti legislativi emanati dal Governo.
Andiamo ad analizzare quali sono le modifiche significative.

– Innalzamento soglia obbligo di ricorso al Mepa

L’art. 1, comma 130 della Legge di Bilancio 2019 ha modificato l’articolo 1, comma 450 della Legge n. 296 del 27/12/2006, innalzando da 1.000€ a 5.000€ la soglia per non ricorrere obbligatoriamente al Mepa: questa variazione riguarda l’acquisto di beni e servizi e non i lavori e i servizi tecnici per l’ingegneria e l’architettura che non richiedono l’obbligo di utilizzo del mercato elettronico.

 

– Articolo 80

Il D.L. Semplificazioni, in vigore dallo scorso 15 dicembre, ha modificato il comma 5 dell’articolo 80 del Codice, facendo diventare tassativa l’elencazione contenuta nella lettera c) e sostituendola nel modo seguente:
“Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d’appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all’articolo 105, comma 6 qualora:
[…]
c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità;
c-bis) l’operatore economico abbia tentato di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate a fini di proprio vantaggio oppure abbia fornito, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione, ovvero abbia omesso le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione;
c-ter) l’operatore economico abbia dimostrato significative o persistenti carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione per inadempimento ovvero la condanna al risarcimento del danno o altre sanzioni comparabili; su tali circostanze la stazione appaltante motiva anche con riferimento al tempo trascorso dalla violazione e alla gravità della stessa”.

Ricordiamo un nostro articolo dello scorso ottobre in cui analizzavamo diverse importanti sentenze del Consiglio di Stato riguardanti gli illeciti professionali e i relativi obblighi di dichiarazione [http://www.gareappaltipubblici.it/illeciti-professionali-e-obbligo-di-dichiarazione-art-80-comma-5-del-d-lgs-n-50-2016/]

 

– Affidamento lavori

L’art. 1, comma 912 della Legge di Bilancio 2019 specifica che “Nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre 2019, le stazioni appaltanti, in deroga all’articolo 36, comma 2, del medesimo codice, possono procedere all’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici e mediante le procedure di cui al comma 2, lettera b), del medesimo articolo 36 per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro”.

Quindi fino al 31 dicembre 2019 vale quanto segue:

– per lavori di importo tra 40.000€ e 150.000€: si passa da una procedura negoziata con invito di almeno 10 imprese selezionate tramite indagine di mercato o elenchi di operatori alla possibilità da parte della stazione appaltante di procedere all’affidamento diretto previa consultazione di almeno 3 operatori economici;

– per lavori di importo tra 150.000€ e 350.000€: procedura negoziata con almeno 10 operatori economici. La norma quindi rinvia alle attuali regole indicate dal Codice limitandosi a ridurre da 15 a 10 il numero delle imprese da invitare.

Restano comunque validi i “principi di cui agli articoli 30, comma 1, 34 e 42, nonché del rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e in modo da assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle micro-imprese, piccole e medie imprese”. Sarà importante, quindi, che le stazioni appaltanti si impegnino a disciplinare i criteri e le motivazioni per i quali ricorrere all’affidamento diretto dei lavori, in modo da muoversi realmente verso la velocizzazione delle procedure urgenti all’insegna della massima trasparenza.

 

Una riflessione

Poiché le procedure negoziate valgono più del 70% del valore degli appalti totali del Paese, riteniamo molto probabile un ricorso massiccio a tale procedura di affidamento semplificata.

Per gli affidamenti sottosoglia descritti in precedenza la selezione degli operatori economici da invitare avviene perciò con due modalità:

1) attraverso avvisi specifici di manifestazione di interesse al quale deve seguire un sorteggio degli operatori da invitare;

2) attraverso “pescaggio” dagli elenchi fornitori precostituiti dalla stazione appaltante garantendo rotazione e par condicio tra i soggetti presenti in elenco.

Di conseguenza l’operatore economico, per potersi garantire la partecipazione alla procedura negoziata, deve muoversi su due fronti: monitorare gli avvisi di manifestazione di interesse (sperando in un fortunato sorteggio) o iscriversi agli elenchi redatti dalle stazioni appaltanti (attendendo l’invito con la garanzia offerta dal principio di rotazione).

Cogliamo quindi l’occasione per ricordare alle imprese lettrici che da tempo, oltre al nostro servizio di banche dati bandi e esiti di gara, mettiamo a disposizione gli schemi di iscrizione agli elenchi fornitori/lavori aggiornati alle ultime norme e una mailing list di posta certificata delle stazioni appaltanti prescelte rinnovata di recente e in fase di ampliamento.

Per maggiori informazioni consultate il nostro sito al seguente link: http://www.gareappaltipubblici.it/iscrizione-albi-fornitori-e-lavori-pubblica-amministrazione/

 

15/01/2019

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Un codice scritto male da rivedere subito

Da un articolo di Mauro Salerno da Edilizia e Territorio del 11/01/2019 il cui contenuto non possiamo che condividere e approvare integralmente.

«Un codice monco, privo dei contrappesi annunciati per bilanciare l’aumentata discrezionalità concessa alle stazioni appaltanti».

E dunque per questo da rivedere al più presto. Per quanto sostanzialmente obbligata, la scelta dell’Anticorruzione di rinviare al 15 aprile l’entrata in vigore dell’albo nazionale dei commissari di gara, per i costruttori, si traduce in nuovo indice dell’inefficacia delle riforma degli appalti varata ad aprile 2016.

«Il refrain che ha accompagnato il varo del nuovo codice – attacca Edoardo Bianchi, vicepresidente dell’Associazione nazionale costruttori con delega ai lavori pubblici – era che l’aumento di discrezionalità legato all’uso generalizzato dell’offerta economicamente più vantaggiosa sarebbe stato controbilanciato dalla presenza di due forti pilastri della nuova architettura normativa: da una parte la qualificazione delle stazioni appaltanti, che avrebbe dovuto innalzare il livello di competenza e professionalità degli enti e dall’altra l’obbligo di servirsi di commissioni giudicatrici formate da tecnici indipendenti.

A oggi del primo contrappeso non c’è traccia mentre il secondo è stato rinviato, e speriamo basti , di altri tre mesi».

I costruttori danno atto all’Anac di aver fatto tutti i passi necessari per mettere in piedi l’albo per tempo, ma non sono d’accordo sull’interpretazione secondo la quale la penuria di iscrizioni sarebbe da addebitare all’incertezza normativa sul futuro assetto del codice. «L’albo è stato aperto subito dopo l’estate – aggiunge il vicepresidente dell’Ance -: chi voleva iscriversi l’ha fatto. Se proprio vogliamo interrogarci sui motivi del mancato appeal , forse andrebbero ricercati nei vincoli di incompatibilità».

Giudicati «imprescindibili», vista la delicatezza del compito, ma che «rischiano di tenere fuori i professionisti che hanno più lavoro». Se fosse così, aggiunge ancora Bianchi si aprirebbe pure la questione delle competenze di chi si iscrive all’albo «ed è chiamato a giudicare il lavoro di professionisti e imprese magari molto più apprezzati sul mercato».

Il punto vero per i costruttori rimane comunque la mancata attuazione che indebolisce tutta la struttura della riforma del 2016. «Ad aprile saranno passati tre anni dall’entrata in vigore del codice. Cantone dice che finora è stato applicato poco e male e che per questo non è possibile giudicarlo fino in fondo. Condividiamo in pieno la prima osservazione: è stato applicato poco e male. Ma passati tre anni, proprio per questo, ci domandiamo se è davvero stato scritto così bene».

Rubrica, sviste e trucchetti dalle stazioni appaltanti del Paese. N. 5

Torniamo dopo qualche mese a trattare della nostra rubrica che come intuibile dal titolo racconta di alcune furbate pensate all’interno delle stazioni appaltanti per favorire questo o l’altro imprenditore. Sistemi non troppo ben congeniati in base a quello che abbiamo visto nelle scorse puntate.

Avevamo stilato un elenco delle cattive abitudine che, anche se raccontate in maniera scherzosa, nei più dei casi riguardano vere e proprie condotte penalmente rilevanti.

Questo era il libro nero della scorrettezza:

1- il sorteggio a porte chiuse;

2- il sopralluogo ante manifestazione di interesse;

3- il sorteggio a tempo, chi prima manifesta viene invitato;

4- i finti invitati, inviti cinque risponde uno;

5- la sottostima del valore dell’appalto per il rientro nella procedura negoziata o affidamento diretto;

6- il frazionamento artificioso in lotti;

7- l’aggregazione artificiosa in lotti;

8- l’abito su misura, quando il requisito di gara è sproporzionato;

9- l’obbligo di presa visione dei luoghi per conoscere chi e quanti partecipano;

10- la presa visione ristretta ad un solo giorno;

11- la presa visione a cui può partecipare il solo legale rappresentante;

12- criteri super discrezionali per l’OEPV;

13- la caccia all’errore nelle giustificazioni/spiegazioni di gara;

14 – la proroga perpetuamente eterna…;

15- la somma urgenza per niente somma ma solo urgenza;

16 – sbarramento escludente su criterio discrezionale nel caso di OEPV;

17- il promotore in ambito di concessioni con diritto di prelazione ma concessione non è;

18- l’invito territoriale per la filiera corta, invenzioni dal Trentino Alto Adige;

159- l’inserimento di prodotti e specifiche tecniche troppo specifiche;

20 – l’erronea volontaria collocazione in ambito fuori Codice (concessioni demaniali, convenzioni, opere effettuate da affittuari o concessionari su immobili pubblici, interventi privati con finanziamenti pubblici, ecc..);

21- appalti mascherati da vendita materiale (raccolta olii esausti, vendita legna su demanio, ecc..);

22- quando il trucco diventa elettronico;

23- la determina del 31 dicembre;

24- l’indagine di mercato che poi era una richiesta di offerta e viceversa;

24- la gestione fantasiosa dell’albo fornitori;

25- forzature su cooperative sociali di tipo B;

26- quando il servizio e/o la fornitura diventano lavoro, per restare sotto soglia;

Oggi tratteremo un classicissimo: i finti invitati, inviti cinque risponde uno.

Questo trucchetto penalmente rischiosissimo  preclude la compiacenza di più soggetti: il RUP che seleziona gli invitati per la procedura negoziata e gli operatori economici invitati che si accordano per raggiungere un risultato e spartire la torta.

Il sistema gira tutto sulla scelta arbitraria dei soggetti da invitare, questi soggetti scelti debbono conoscersi e debbono essere d’accordo per poter avere tutti giovamento.

Pertanto il RUP o sceglie arbitrariamente la cricca da invitare di sua fantasia, oppure pesca a suo piacimento con un sorteggio non in seduta pubblica, oppure sceglie senza un apparente criterio dall’albo fornitori diligentemente precostituito dove sono nascosti gli imprenditori amici.

Ribadiamo che i temi trattati sono stati riscontrati da un’attenta osservazione dall’esterno del mondo appalti e non perché chi scrive sia solito impiegare metodi fraudolenti, se ne scriviamo è solo per disincentivare queste pratiche scorrette.

Chiaramente il fatto che sono invitati cinque, dieci, o quindici soggetti non cambia la questione.

Approfittiamo per evidenziare agli amici imprenditori che anche solo dire ad un collega, a proposito di una gara, di partecipare o non partecipare per qualsivoglia motivo si rischia la turbativa o astensione, si vedano in proposito gli artt. 353, 353 bis, 354 del codice penale.

Interessante rilevare come i tre articoli del codice penale siano in qualche modo sbilenchi sulla previsione della pena, per le turbative ci sono pene molto salate mentre per l’astensione, per il quale si turba egualmente la regolarità dell’asta, c’è una pena molto inferiore, lasciamo l’argomento a qualche penalista che vorrà delucidarci il perché di questo assetto di pene.

Agli stessi reati 353 e 353 bis soggiace il RUP che con leggerezza chiama al suo amico imprenditore locale per fargli sapere solamente che la prossima settimana uscirà quel bando tanto atteso, par condicio violata ed esito della gara probabilmente distorto, condanna per il RUP ci potrebbe stare.

Ma per tornare al nostro sistema di invito e gara pilotata come fare ad accorgersene?

Nel rilevare e studiare le statistiche di aggiudicazione abbiamo notato in questi anni che in alcune gare, presso particolari stazioni appaltanti, ricorreva con frequenza uno strano dato statistico.

Di tanti invitati alla procedura negoziata rispondeva uno o comunque pochi operatori e con ribassi molto esigui.

Certo che non abbiamo certezza che gli invitati si fossero messi d’accordo per far aggiudicare favorevolmente l’appalto ad un soggetto, ma lavorando quotidianamente con imprenditori abbiamo assoluta certezza che a fronte di un invito ad una procedura negoziata nessun imprenditore si tirerebbe indietro se non un 10/20% al massimo.

Perché l’imprenditore degli appalti vive di piccole chance e sa che un invito ad una negoziata anche per pochi euro su di un cucuzzolo di una montagna non si può sprecare.

Attenzione quindi alle statistiche di gara, se le possediamo noi figuriamoci chi è deputato al controllo.

22/12/2018

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Nuovo Codice, ANCE: “I 7 PUNTI ESSENZIALI DELLA RIFORMA”

In audizione presso l’VIII Commissione del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione del Codice dei contratti, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha duramente criticando l’attuale normativa affermando che “Il nuovo Codice dei Contratti ha fallito”.

“La riforma, nonostante la sostanziale condivisione di gran parte dei principi che l’hanno ispirata, contenuti nella Legge Delega n. 11/2016, dopo due anni dalla sua entrata in vigore, appare ancora lontana da un suo definitivo compimento. A 2 anni dall’entrata in vigore dalla riforma, dei circa 60 provvedimenti attuativi previsti dal Codice, in sostituzione del Regolamento Generale, ne sono stati adottati meno della metà.
In questo quadro, peraltro, risultano ancora inattuati il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e l’albo dei commissari esterni, che avrebbero dovuto costituire i pilastri della riforma in materia di trasparenza.
In questo contesto, il decreto correttivo n. 56/2017, malgrado abbia apportato alcuni indubbi miglioramenti al Codice, non ha sciolto tutti quei “nodi” che impediscono il pieno raggiungimento delle finalità di rilancio del settore.”

ANCE evidenzia come “l’Italia ha un pesante ritardo infrastrutturale che rende urgente l’adozione di misure per accelerare la realizzazione di opere pubbliche necessarie per la qualità della vita e per la crescita. Manutenzione del territorio, sicurezza delle scuole e degli edifici pubblici, infrastrutture per la competitività delle città e dei territori sono indispensabili per lo sviluppo sociale oltre che economico del Paese”.
Rileva inoltre che “l’andamento della spesa per investimenti dei comuni che ha raggiunto nel 2017 il livello più basso dall’inizio della crisi, facendo registrare una riduzione del 51,3% rispetto al 2008, accompagnata da una crescita del 10,3% della spesa corrente”, risultati dovuti a procedure di spesa delle risorse troppo lente e farraginose che impediscono l’apertura in tempi rapidi dei cantieri aumentando il gap tra stanziamenti e risorse effettivamente spese per infrastrutture”.

Nel dettaglio, ANCE propone l’adozione di un decreto legge, da adottarsi entro fine anno, e un ripensamento della riforma del Codice tramite “la predisposizione un articolato più semplice, accompagnato da un Regolamento attuativo dedicato ai lavori pubblici (e da uno per i servizi e le forniture), dotato di forza cogente, in cui far confluire la normativa di dettaglio e le linee guida Anac. Al contempo, considerato che tale iter normativo comporterà inevitabilmente una tempistica di medio periodo, occorre individuare sin d‘ora un pacchetto misure “anticrisi”, da inserire in un decreto legge “ponte”, da applicare, cioè, fino a quando il nuovo quadro normativo “a regime” non si sarà completato.

Le misure urgenti da adottare secondo ANCE si articolano nei seguenti 7 temi:

 

  • SUBAPPALTO
    Superamento dei seguenti aspetti critici:

– limite del 30% dell’importo totale dell’appalto quale quota massima subappaltabile

– obbligo di ATI verticale per le categorie super-specialistiche

– limite del 20% sui prezzi risultati dall’aggiudicazione quale massimo ribasso praticabile al subappaltatore

– divieto di ribasso sui costi di manodopera

– obbligo di pagamento diretto del subappaltatore in caso di micro-piccola impresa

– obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori

– divieto per l’appaltatore di qualificarsi anche attraverso lavori affidati in subappalto

– esclusione dalla gara se il subappaltatore della terna non ha i requisiti

 

  • CRITERI DI AGGIUDICAZIONE

Fino all’istituzione dell’albo dei Commissari esterni e del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti:

– OEPV vietata sotto i 2 milioni di euro

– OEPV consentita tra i 2 milioni e la soglia comunitaria solo in caso di appalto con complessità tecnica

– applicazione dell’esclusione automatica delle offerte anomale, insieme a un nuovo metodo “antiturbativa” in assenza si complessità tecnica

– i criteri di valutazione tecnica devono essere oggettivi, misurabili e il più possibile declinati in sub-criteri

– adozione di metodi di calcolo che consentano di contenere la rilevanza dei ribassi nella valutazione della componente prezzo

– stesse soglie di importo per l’applicazione dei criteri di aggiudicazione anche per il settore dei beni culturali

 

  • PROCEDURE NEGOZIATE SOTTO SOGLIA

– sotto ai 40.000 €: affidamento diretto

– tra i 40.000 e i 150.000 €: il RUP sceglie liberamente gli invitati nel rispetto del principio di rotazione

– tra i 150.000 e i 500.000 €: il RUP utilizza un “sorteggio pubblico qualificato” che riservi il 50% degli inviti alle imprese locali idoneamente qualificate e il restante alle altre

– tra i 500.000 e 1.000.000 €: procedura aperta o negoziata con indagine di mercato e obbligo di invito di tutti i soggetti idoneamente qualificati che hanno manifestato interesse

 

  • NUOVA QUALIFICAZIONE SOA

Riforma passante per due momenti:

– in via transitoria, fino all’attuazione del nuovo sistema di qualificazione “congelamento” delle qualificazioni attuali, previa verifica della sussistenza di quattro parametri in capo all’impresa, che ne dimostrino “l’esistenza in vita”:

– patrimonio netto pari al 5% della cifra d’affari dell’ultimo anno;

– almeno tre anni degli ultimi 5 chiusi in utile;

– continuità dell’iscrizione in cassa edile;

– assenza di concordato o di presentazione di istanza di concordato.

– “a regime”, una nuova qualificazione da attuare secondo i presupposti sopra descritti, consentendo inoltre, l’utilizzabilità sine die dei certificati di esecuzione lavori – sulla falsa riga della qualificazione nei beni culturali – con una verifica triennale “alleggerita” ed ulteriori affinamenti.

 

  • APPALTO INTEGRATO

– ripristino della possibilità di ricorrere all’appalto integrato per la realizzazione di investimenti pubblici, consentendo alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto definitivo

 

  • PARTECIPAZIONE ALLE GARE DI IMPRESE IN CRISI

– impedimento alla partecipazione alle gare di imprese fallite o in concordato in continuità o in amministrazione straordinaria

 

  • SPLIT PAYMENT

– abrogazione dello split payment

 

Di seguito i testi della proposta ANCE.

Audizione ANCE

7 Punti riforma ANCE

DL Semplificazioni: le novità al Codice Appalti

Abbiamo ricevuto la bozza del Decreto Legge “Semplificazioni” che conferma in parte le indicazioni che avevamo anticipato qualche giorno fa nel seguente articolo (http://www.gareappaltipubblici.it/cantone-il-nuovo-codice-degli-appalti-sara-tecnico/): la prossima tappa sarà l’approvazione del Cdm.

Potete scaricare qui lo schema del Decreto Semplificazioni che abbiamo avuto dal Ministero.

DL SEMPLIFICAZIONI

 

In attesa del Decreto definitivo sintetizziamo nei punti seguenti le novità più rilevanti richiamando gli articoli del Codice in via di modifica:

– Manutenzioni ordinarie affidabili su progetto definitivo [ART. 23, comma 3-bis]

Per “lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria ad esclusione degli interventi di manutenzioni straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali” sarà facoltà delle stazioni appaltanti indire gare sulla base del progetto definitivo. Esso dovrà essere “costituito almeno da una relazione generale, dall’elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo-metrico estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso.”

 

Innalzamento della procedura negoziata a 2.500.000 € [ART. 36, comma 2, lettere c) e d)]

Le due lettere del comma 2 del Codice vengono modificate nel modo seguente:

– comma 2, lettera c): “per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 2.500.000 di euro, mediante procedura negoziata con consultazione di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.”

– comma 2, lettera d): “per i lavori di importo pari o superiore a 2.500.000 di euro mediante ricorso alle procedure ordinarie fermo restando quanto previsto dall’articolo 95, comma 4, lettera a).”

 

Esaminazione delle offerte prima della verifica dell’idoneità degli offerenti [ART. 36, comma 5]

Nelle procedure aperte, le stazioni appaltanti avranno la facoltà, comunque da specificare nel bando, di dare la precedenza all’esame delle offerte economiche rispetto alle verifiche della documentazione amministrativa con lo scopo di velocizzare la fase delle verifiche iniziali: le verifiche amministrative vengono quindi eseguite solo sull’aggiudicatario.
Ulteriore specifica è la seguente: “Nel caso di applicazione dell’articolo 97, comma 8, sulla base dell’esito di detta verifica, si procede a ricalcolare la soglia di anomalia.”

 

Possibilità di derogare dal DGUE in caso di procedure telematiche [ART. 36, comma 6-ter]

“In luogo del DGUE, i soggetti che gestiscono i mercati elettronici ovvero che istituiscono o gestiscono un sistema dinamico di acquisizione per lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 possono predisporre formulari standard mediante i quali richiedere e verificare il possesso dei requisiti di cui all’articolo 80 ed ogni eventuale ulteriore informazione necessaria all’abilitazione o all’ammissione.”

 

Nessuna esclusione per condanna del subappaltatore [ART. 80, comma 1]

Viene eliminata l’esclusione dell’appaltatore per condanna del subappaltatore a seguito di «sentenza definitiva o decreto penale di condanna diventato irrevocabile»: ciò si applica anche nel caso del subappaltatore appartenente alla terna, che (con altra modifica) viene resa facoltativa.

 

Ridimensionamento delle cause di esclusione per illecito professionale [ART. 80, comma 5, lettera c)]

Il Decreto effettua una suddivisione delle cause di esclusione eliminando dal grave illecito alcuni comportamenti dell’operatore economico già indicati del Codice ossia il tentativo di «influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio” o l’indicazione, ”anche per negligenza”, di ”informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione”, o l’omissione delle ”informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione.”
Si rimanda alla lettura del Decreto per approfondire le varie casistiche.

 

Precisazioni sulle sospensioni/esclusioni dalle gare [ART. 80, comma 10]

Nel Decreto si fa riferimento alla “sentenza penale di condanna definitiva, mentre viene meno il riferimento al caso di violazioni gravi sui versamenti fiscali e contributivi rilevati attraverso il Durc.
Un’importante precisazione riguarda la decorrenza dei termini di sospensione per tre anni: viene specificato che essa “decorre dalla data dell’accertamento del fatto in via amministrativa ovvero, in caso di sua contestazione in giudizio o di condanna, dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione. Nel tempo occorrente alla definizione del giudizio la stazione appaltante deve tenere conto di tale fatto ai fini della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla partecipazione alla procedura l’operatore economico che l’abbia commesso”.

 

Massimo ribasso [ART. 95, comma 4, lettera a)]

Viene introdotta la possibilità di ricorrere al criterio del massimo ribasso (sempre a discrezione della stazione appaltante) per gli appalti sottosoglia con progetto esecutivo e per tutti i lavori di manutenzione ordinaria sottosoglia con l’applicazione delle regole riguardanti l’esclusione automatica delle offerte anomale

 

Eliminazione dell’obbligo della terna dei subappaltatori [ART. 105, comma 6]

L’indicazione, da parte dell’impresa, della terna dei subappaltatori diviene facoltativa; all’impresa, inoltre, non è più richiesto di dimostrare l’assenza dei motivi di esclusione in capo ai subappaltatori.

 

Incentivo del 2% per pubbliche amministrazioni solo per progettazione [ART. 113, comma 2]

Il Decreto indica che il 2% è “per le attività di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, di verifica preventiva della progettazione”. Vengono meno quindi alcune tra le attività indicate dal Codice tra cui “attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici”.

 

Verifica dell’anomalia nelle procedure aperte per settori speciali [ART. 133, comma 8]

Nelle procedure aperte e nei casi in cui la stazione appaltante decida di esaminare prima le offerte economiche e poi di eseguire le verifiche sui requisiti di idoneità il bando deve indicare “le modalità della verifica sugli offerenti, anche a campione, della documentazione relativa dell’assenza dei motivi di esclusione e del rispetto dei criteri di selezione”.

 

Nessun obbligo di indicare la terna dei subappaltatori per concessioni [ART. 174, comma 2]

Viene confermato quanto indicato all’art. 105 anche negli appalti di concessioni.

 

Autorizzazione della pubblica amministrazione del subappalto per concessioni [ART. 174, comma 3]

Viene introdotto l’obbligo di una specifica autorizzazione da parte della stazione appaltante negli appalti di concessioni.

 

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