Da Giugno 2019 sul MePA di Consip sono presenti nuovi servizi per la progettazione delle opere di ingegneria civile

ATI e Subappalti, problematiche legate al pagamento diretto da parte del committente pubblico, liberazione dalle obbligazioni, modalità di fatturazione

Limiti al subappalto? Un vero enigma nel centro Italia. Tra modifiche al codice contratti e norme per la ricostruzione privata del post sisma.

La sospensione dell’esecuzione della pubblica commessa come eccezione di inadempimento in caso di mancati pagamenti

Oltre mille emendamenti allo Sblocca Cantieri, quali orientamenti?

Abbiamo spulciato gli emendamenti allo Sblocca Cantieri presentati dalle parti politiche.

Ci sono chiaramente orientamenti contrastanti ma su alcune situazioni sembra esserci una certa convergenza per cui cerchiamo di dare alcuni indirizzi:

  • appalti pubblici, tipologie di gara, potrebbe essere inserita una soglia intermedia le gli affidamenti in procedura negoziata, probabilmente fino ad un milione di euro, per la soglia inferiore di affidamento diretto tutti d’accordo sulle 40.000 tranne la lega che insiste su una soglia maggiore di 350.000 euro;
  • per gli appalti pubblici di servizi tecnici per il post sisma c’è confusione sul criterio di aggiudicazione chi vuole la vantaggiosa chi il solo prezzo, certo sembra che sotto le 40.000 sarà possibile l’affidamento diretto, per la soglia superiore fino alla soglia comunitaria (215 mila euro) sarà negoziata con almeno 10 operatori;
  • per la ricostruzione privata post sisma sembra confermarsi l’eliminazione del confronto concorrenziale, quindi il beneficiario di contributo si sceglierà direttamente dall’anagrafe l’impresa che meglio lo aggrada;

Per i più coraggiosi lasciamo la lettura degli oltre milleduecento emendamenti:   tutti gli emendamenti

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A presto.

13/05/2019

Arch. Paolo Capriotti

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

31/05/2019 Giornata di approfondimento sullo Sblocca Cantieri, le novità per gli appalti pubblici e per la ricostruzione post sisma

Il subappalto potenziato al 50% dello sblocca cantieri e il subappalto mutaforma delle ricostruzioni post sisma

Progettazioni al massimo ribasso per la ricostruzione pubblica del post sisma. Un errore colossale nel Decreto Catania che si deve evitare.

Più volte ci siamo trovati a scrivere e riscrivere delle regole della ricostruzione pubblica del post sisma del centro Italia  sperando che qualcuno ci leggesse e che si capisse che alcuni problemi, senza particolari deroghe e invenzioni, si possono facilmente risolvere.

Abbiamo scritto al On. Prof. Coltorti marchigiano presidente alla Commissione del Senato che si occupa della revisione normativa per la contrattualistica pubblica, abbiamo scritto al Governatore delle Marche Prof. Ceriscioli, abbiamo poi scritto al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Dott. Farabbollini anche lui marchigiano.

Abbiamo offerto umilmente e gratuitamente spunti di riflessione ma a quanto pare nessuno ci ha letto e nessuno ci ha pensato.

Le problematiche sollevate, su articoli pubblicati e lettere inviate, riguardavano:

  1. la necessità di ricaduta delle occasioni agli operatori economici del territorio, imprese e tecnici;
  2. evitare gare di affidamento delle commesse pubbliche al massimo ribasso che come noto non garantiscono la qualità delle realizzazioni;
  3. l’importanza di armonizzare le due riforme che corrono parallelamente quella sulla ricostruzione post sisma (decreto Catania) e quella del codice contratti pubblici (decreto sblocca cantieri).

Come era facile pensare siamo inciampati alla grande sulle problematiche per il quale si invitava a prestare attenzione, per il quale si voleva animare una discussione, e questo non va assolutamente bene perché il miliardo di euro di opere pubbliche in avvio nelle Marche deve essere un’occasione di rilancio e non la solita solfa vista per le opere pubbliche del Paese: contenziosi, infiltrazioni mafiose, incompiute e fallimenti.

Volendo mettere per una volta le vesti del cittadino voglio dire con profonda stima ai soggetti deputati che così non va, non è comprensibile che si vada in difficoltà con problematiche semplici e di soluzione arcinota a chi è nel settore.

Non è possibile poi che il braccio destro non sa cosa fa il braccio sinistro e mi riferisco al doppio binario di riforma.

Non possiamo minimamente parlare di gare al massimo ribasso per i tecnici perché ci sono soluzioni migliori per raggiungere semplificazione e garantire qualità della commessa.

Anche i muri sanno che progetti al massimo ribasso sono l’inizio di un percorso tortuoso e difficile per l’amministrazione che appalta, questo lo dico io, lo dice ANAC, lo sanno tutti, lo capisce chiunque che un progetto realizzato con uno sconto massimo porta a progetti carenti, deboli, e conseguenti redazioni di varianti, riserve, lungaggini, quello di cui proprio non abbiamo bisogno.

Volete fare gare veloci? Bene!

Aumentiamo il numero degli invitati cosicché le offerte possano raggiungere il numero minimo di dieci e andiamo con l’esclusione automatica delle offerte anomale che salva dai ribassi selvaggi e ci fa fare gare più veloci perché supera la fase di verifica di congruità.

Come facciamo a non aver ancora capito questo?????

Si può fare senza deroghe, dobbiamo alzare il numero minimo di soggetti da invitare così come previsto per le gare delle imprese.

Questo è veramente l’A B C.

L’articolo del Decreto Catania, art. 19:

“2-bis. L’affidamento degli incarichi di progettazione e dei servizi di architettura e ingegneria ed altri servizi tecnici e per l’elaborazione degli atti di pianificazione e programmazione urbanistica in conformità agli indirizzi definita dal Commissario straordinario,  per importi inferiori a quelli di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, avviene, mediante procedure negoziate previa consultazione di almeno cinque professionisti iscritti nell’elenco speciale di cui all’articolo 34 del presente decreto, utilizzando il criterio di aggiudicazione del minor prezzo.  Agli oneri derivanti dall’affidamento degli incarichi di progettazione e di quelli previsti dall’articolo 23, comma 11, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, si provvede con le risorse di cui all’articolo 4, comma 3, del presente decreto.

Mentre l’articolo 97 comma 8 del codice contratti pubblici prevede l’applicazione dell’esclusione automatica:

“8. Per lavori, servizi e forniture, quando il criterio di aggiudicazione è quello del prezzo più basso e comunque per importi inferiori alle soglie di cui all’articolo 35, la stazione appaltante può prevedere nel bando l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi del comma 2. In tal caso non si applicano i commi 4, 5 e 6. Comunque la facoltà di esclusione automatica non è esercitabile quando il numero delle offerte ammesse è inferiore a dieci.

Se sapessimo fare una lettura combinata tra i due articoli dovremmo riuscire a capire che per come è scritto il Decreto Catania le gare dei servizi tecnici saranno per forza di cosa gare al massimo ribasso senza possibilità di esclusione automatica e quindi senza possibilità di andare a media.

Un danno colossale direi.

La velocità della gara non è data dal numero di offerte che arrivano ma dal fatto di superare un lungo subprocedimento di verifica della congruità dell’offerta anomala, pertanto, se facessimo una gara a quindici soggetti e decidessimo di applicare l’esclusione automatica dell’offerta anomala faremmo una gara senza ombra di dubbio più veloce e riusciremmo a calmierare i ribassi.

Facciamo un esempio elementare per i più duri di comprendonio:

    • se ad una gara a cinque soggetti tipo Decreto Catania abbiamo i seguenti ribassi di sconto 50, 40, 30, 20, 10 la gara verrà aggiudicata a chi ha offerto 50 di sconto, gli verranno richieste delle giustificazioni, un approfondimento all’offerta, e dopo aver perso un mese si aggiudicherà allo stesso soggetto.
    • se ad una gara a quindici soggetti con esclusione automatica abbiamo le seguenti offerte i seguenti ribassi 50, 48, 46, 44, 42, … 14, 12, 10 la gara viene aggiudicata a chi si è avvicinato di più alla media (faccio una sintesi, c’è un sistema multiplo di calcolo della media che non stiamo qui a descrivere) quindi vince la gara chi ha offerto 30 e a questo punto non deve effettuarsi nessuna verifica di congruità.

Quindi il Decreto Catania in sintesi prevede che per i servizi tecnici vengano effettuate gare lunghe e rischiose in termini di qualità dei progetti.

Più di questo non possiamo più fare.

Siamo veramente sconfortati. Si può capire tutto ma non è accettabile questa situazione che manifesta inadeguatezza e mancata preparazione. Se non riusciamo a risolvere le cose elementari come possiamo sperare di risolvere i grandi e complessi problemi di questa ricostruzione?

Viene chiesto agli attori di scrivere e partecipare alle decisioni ma se ascoltate e fate il contrario che partecipazione è questa?

Ci auguriamo che qualcuno proponga un emendamento per cambiare questa dannosa situazione.

Si approfitta per dare un nuovo spunto, si deve rivalutare l’effettiva necessità di ricorrere ad aggregazioni di stazioni appaltanti considerati gli ultimi contrari arresti giurisprudenziali. Pare che, fino alla definizione delle regole di qualificazione delle stazioni appaltanti, non ci sono vincoli di ricorrere a sistemi aggregati.

Arch. Paolo Capriotti

07/04/2019

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

 

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