Questi giorni in Senato è in atto una frenetica raccolta di emendamenti allo Sblocca Cantieri che come noto riporta significative modifiche al codice contratti pubblici e ai decreti per le varie ricostruzione post eventi sismici del Paese.

IL SUBAPPALTO DEL CODICE CONTRATTI PUBBLICI

Tra le diposizioni più importanti contenute nello Sblocca Cantieri c’è un ritocco importante alla disciplina del subappalto per gli appalti pubblici art. 105 del Codice, la disposizione impone che:

“Fatto salvo quanto previsto dal comma 5, il subappalto è indicato dalle stazioni appaltanti nel bando di gara e non può superare la quota del cinquanta per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.”

La questione del limite al subappalto è stata al centro del dibattito per diversi mesi, il controverso tetto del 30% al subappalto giustificato come una soluzione contro le infiltrazioni mafiose non è in regola con i principi comunitari,  il parere di Bruxelles è chiaro: non possono esserci limiti.

La Corte di Giustizia europea ha ripetutamente censurato i limiti imposti dagli Stati membri al subappalto, chiarendo che le uniche restrizioni sono possibili per l’esecuzione di parti essenziali del contratto.

Secondo la Corte di Giustizia, il Codice Appalti italiano sembra creare, un clima in cui il subappalto è in linea generale vietato. Il subappalto viene infatti consentito solo dietro espressa autorizzazione della Stazione Appaltante e, in ogni caso, entro il limite massimo del 30% dell’importo dell’opera.

Con lo Sblocca Cantieri potremmo pensare ad un avvicinamento “di prova” al subappalto senza limiti richiesto dall’Europa, da 30% passiamo a 50% e magari al prossimo giro elimineremo del tutto il limite ma a leggere bene, per formulazione della norma, sorge qualche dubbio.

In realtà la stazione appaltante potrà decidere la quota di subappalto e perfino vietarlo, le solite supercazzole italiote.

Stiamo a vedere con la conversione che succederà.

IL SUBAPPALTO NELLA RICOSTRUZIONE POST SISMA DEL CENTRO ITALIA

Per arrivare al riverbero della norma nazionale sul tema subappalto in ambito di ricostruzione post sisma del centro Italia abbiamo importanti riflessioni da fare.

In primo luogo tutti, dico tutti, hanno ritenuto che la ricostruzione privata post sisma fosse soggetta ad un limite quantitativo del 30 per cento per un espresso rimando del Decreto 189 alla normativa sugli appalti pubblici, pur non trattandosi di appalto pubblico; la ricostruzione privata ricordiamo non è un appalto pubblico.

Il rinvio alla disciplina  degli appalti pubblici in realtà non ci sarebbe. La disposizione che ci ha in qualche modo ingannato è contenuta nell’art. 31 comma 6 del Decretone Sisma “Nei contratti fra privati, è possibile subappaltare lavorazioni speciali, previa autorizzazione del committente, nei limiti consentiti dalla vigente normativa” .

L’articolo non rimanda a nulla! I limiti consentiti dalla vigente normativa. Quale normativa?

Trattando l’articolo di edilizia privata e non pubblica non possiamo in nessun modo pensare che la vigente normativa di cui si fa riferimento sia quella degli appalti pubblici, potremmo invece sostenere con qualche certezza in più che potrebbe trattarsi di un rinvio al Codice Civile che di fatto non ha limiti quantitativi.

Il dubbio c’è, il fatto che le successive ordinanze hanno poi detto qualcosa in più non risolve la questione.

Inoltre lo specifico rimando alle lavorazioni speciali cosa vuole dire?

Possiamo pensare alle lavorazioni speciali come definite dalla qualificazione negli appalti pubblici?

Trattasi di Opere Specialistiche OS?

I dubbi arrivano perché chi scrive conosce bene la differenza tra subappalto come inteso dal codice civile e subappalto per il codice contratti pubblici.

Sono fattispecie e ambiti non sempre coincidenti e la norma speciale della ricostruzione non aiuta a delineare un profilo preciso,  viste le penalità che sono in gioco per un subappalto illegittimo sarebbe bene capire meglio la questione.

In tutto questa variabilità e confusione poi come opererà il limite al subappalto di ultima generazione descritto dallo Sblocca Cantieri?

Il committente privato, corrispondente alla stazione appaltante nel ciclo della commessa pubblica, potrà decidere se aumentare la percentuale di subappalto?

Difficile da capire.

SPUNTI DALLA RICOSTRUZIONE AQUILANA

Per finire di complicarci la vita andiamo alla ricostruzione della città dell’Aquila dove attraverso circolari dell’ufficio proposto il limite al subappalto sarebbe sull’importo del contratto e non legato alla tipologia di opere: generali o specialistiche, prevalenti o scorborabili.
Altra cosa di interesse  è che, nella ricostruzione aquilana, il committente dei lavori può liquidare direttamente i subappaltatori, senza passare dalla ditta che si è aggiudicata la commessa, per superare il collo di bottiglia generato da un’altra legge scritta anch’essa in modo poco chiaro, la numero 99 del 2013, sulla certificazione degli avvenuti pagamenti che spetterebbe, appunto, alla ditta aggiudicataria.

CONCLUSIONI

La confusione regna sovrana.

08/05/2019

Arch. Paolo Capriotti

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