Con un articolo di questa estate, era il 10/08/2018, abbiamo introdotto una tematica di grande interesse che riguarda l’obbligo di ricorso del Mepa per l’acquisto dei servizi tecnici da parte delle PA.

Il grande interesse è senz’altro derivato dalla poca chiarezza che tecnici e stazioni appaltanti hanno sul tema.

Questo era l’articolo in cui raggiungevamo la conclusione che non esiste un divieto di ricorrere al Mepa per i servizi tecnici:

Ebbene dopo essere stato sollecitato da qualche RUP appassionato della materia, come difficilmente capita di trovare, e aver scambiato pensieri con uffici di stazioni appaltanti del centro Italia cercherò di terminare il discorso avviato.

Andiamo subito a tracciare il campo di applicazione della vicenda, Mepa o non Mepa, i bandi del mercato elettronico inquadrano dei CPV generali e vanno poi a dettagliare dei prodotti standardizzati ben precisi (metaprodotti) passando per delle sottocategorie.

Questi sono i bandi sul Mepa alla data odierna:

Questo bando e anche altri risultano di interesse per i tecnici professionisti:

All’interno del bando “servizi per il funzionamento della PA” troviamo undici aree merceologiche tra cui una di rilievo per i tecnici “Servizi Professionali – Architettonici, di costruzione, ingegneria e ispezione e catasto stradale”.

Orbene il relativo Allegato 33 al Capitolato d’Oneri della relativa area merceologica dispone quanto segue:

  1. al paragrafo 3 ci descrive i codici CPV ASSOCIATI ALLA CATEGORIA DI ABILITAZIONE inserendo 163 CPV (Common Procurement Vocabulary o dizionario comune degli appalti) che descrivono in pratica tutto il mondo dei servizi tecnici generali e speciali;
  2. al paragrafo 4 invece vengono definite le SOTTOCATEGORIE MERCEOLOGICHE
    La sottocategoria rappresenta l’ambito di interesse merceologico nel quale il Fornitore esprime la propria preferenza ad operare. La sottocategoria verrà visualizzata e messa a disposizione nelle richieste di offerta promosse dai Soggetti Aggiudicatori per ottenere l’elenco degli Operatori  conomici da poter invitare alle proprie RdO. La presente Categoria di Abilitazione si articola nelle seguenti sottocategorie merceologiche: Sottocategoria 1: Servizi architettonici, di costruzione, ingegneria e ispezione e catasto stradale; Sottocategoria 1: Servizi di anagrafica tecnica per la costituzione del catasto stradale e del catasto della segnaletica. Il Fornitore dovrà selezionare almeno una delle Sottocategorie previste durante la procedura di Abilitazione. Esse potranno essere modificate nell’apposita sezione del sito da parte del Fornitore abilitato senza necessità di una nuova Domanda di Abilitazione.

Ora il dubbio che ricorre riguarda il fatto che l’obbligo di ricorrere al Mepa interessi le attività globali del paragrafo 3 oppure quelle più specifiche del paragrafo 4.

Se l’obbligo riguardasse in maniera estensiva tutti i CPV del paragrafo 3 potremmo dire con assoluta certezza che per tutti i servizi tecnici di ingegneria e architettura ricorrerebbe l’obbligo di ricorrere al Mepa o altro strumento analogo; ma così non è per tenore letterale dello stesso capitolato oltre che per logica.

Questo è il documento preso in esame:  Allegato 33 Servizi arch. ingegneria e catasto stradale

Il capitolato determina chiaramente che l’operatore si può esclusivamente iscrivere per le sottocategorie previste e pertanto di conseguenza la Pubblica Amministrazione solo queste può comprare nel MePA, altrimenti si troverebbe ad acquistare da un soggetto per il quale non sono comprovati i requisiti tecnici, economici, organizzativi e professionali.

D’altro canto se fosse valido il CPV descritto in maniera estensiva perderebbe senso lo stesso funzionamento del MePA che prevede invece categorie e sottocategorie molto dettagliate.

Per concludere l’Amministrazione DEVE e PUÒ acquistare sul MePA solo i metaprodotti contemplati all’interno del Capitolato Tecnico dell’iniziativa specifica.

Facciamo attenzione perché usando il MePA in maniera illegittima ci si troverebbe nella stessa situazione di non usarlo quando è invece necessario.

Non vale quindi per il caso la locuzione “Melius est abundare quam deficere”

Allego un po’ di materiale di studio per chi avesse voglia di confrontarsi:   PRIMA PARTE

Anche per oggi è tutto.

28/10/2018

Arch. Paolo Capriotti

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