Decreto Sblocca Cantieri: le novita’ per gli appalti e interventi ricostruzione post sisma

Come noto il Decreto Sblocca Cantieri è lo strumento immediato con cui il Governo Conte intende rilanciare il settore degli appalti pubblici e velocizzare gli interventi infrastrutturali nel nostro Paese rimettendo in moto un settore, quello delle costruzioni, che negli ultimi anni ha subito molti rallentamenti sia per mancanza di investimenti sia per la troppa burocrazia.

Lo scorso 20 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza del Decreto Legge le cui modifiche entreranno in vigore con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; andiamo ad analizzare le principali novità che verranno introdotte.

APPALTI PUBBLICI:

Regolamento unico del Codice Appalti che dovrà unificare tutti i provvedimenti già emessi in attuazione al D.lgs. 50/2016 entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge conversione del Decreto e comporterà la decadenza delle linee guida ANAC;

Abolizione della terna dei subappaltatori con la soppressione del comma 6 dell’articolo 105 del Codice Appalti; rimane invece invariata la soglia limite del 30%;

Anticipo del 15% del prezzo a tutti i tipi di appalto e non solo alle opere pubbliche;

– Possibilità, da parte del Presidente del Consiglio, di nominare commissari per la gestione degli interventi strutturali ritenuti prioritari;

Estensione del criterio del prezzo più basso a tutti gli appalti sotto soglia;

– Possibilità di affidare i lavori sulla base del progetto definitivo semplificato anziché su quello esecutivo per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;

Variazioni nel numero di invitati alle procedure negoziate e agli affidamenti diretti;

Inversione nell’apertura delle buste in sede di gara, le stazioni appaltanti potranno quindi esaminare per prima l’offerta economica;

 

Il Decreto prevede anche disposizioni in materia di interventi in zona sismica:

– L’Articolo 3 Decreto (“Disposizioni in materia di semplificazione della disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche”) indica che prima del loro inizio, “le opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche in vigore, …, devono essere denunciate dal costruttore allo sportello unico”. A tale denuncia devono essere allegati: – il progetto dell’opera a firma del progettista con indicazione esauriente dei calcoli eseguiti; – relazione illustrativa firmata dal progettista e dal direttore dei lavori che indichi caratteristiche, qualità e prestazioni dei materiali che verranno impiegati nella costruzione.

I progetti relativi ai lavori di interventi strutturali in zone sismiche dovranno essere corredati da una dichiarazione del progettista che asseveri il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e la coerenza tra il progetto esecutivo strutturale e architettonico, nonché il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica.

Il MIT definirà le linee guida per l’individuazione, dal punto di vista strutturale, degli interventi e delle varianti di carattere non sostanziale per le quali non occorrerà il preavviso di cui all’articolo 93 del Testo Unico.

Non si potranno iniziare lavori relativi ad interventi “rilevanti” senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione: per gli stessi interventi, non soggetti ad autorizzazione preventiva, quelli di “minore rilevanza” e quelli “privi di rilevanza”, le Regioni potranno istituire controlli anche con modalità a campione; restano invece ferme le procedure di cui agli articoli 65 e 67 comma 1 del Testo Unico.

Ricordiamo ai nostri lettori l’appuntamento con il nostro corso del prossimo 19 aprile in cui si discuterà di appalti pubblici di ricostruzione post-sisma del Centro Italia.

Maggiori informazioni al link: http://www.gareappaltipubblici.it/negozio/corsi-da-fare/10-appalti-pubblici-di-ricostruzione-post-sisma-del-centro-italia-le-regole-e-i-tempi-dei-primi-mille-interventi-per-un-miliardo-di-euro-in-programma-marzo-2018/

 

02/04/2019

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