Il disciplinare di gara che prevede la non validità delle offerte indicanti un costo medio orario del lavoro inferiore alle tabelle ministeriali è illegittimo. È quanto ha affermato il TAR Lazio con la sentenza n. 13665 del 28 novembre 2019 in cui è stato precisato il rapporto che intercorre tra le tabelle ministeriali (di cui all’articolo 23, comma 16, D.Lgs. n. 50/2016) e il giudizio di anomalia dell’offerta presentata in sede di gara.

Il TAR ha specificato che le tabelle ministeriali, utilizzate nel caso in esame per giustificare l’ anomalia dell’offerta in sede di verifica, possono rappresentare un parametro di riferimento per valutare la congruità dell’offerta, ma indicano solamente il costo medio della manodopera e non un limite assoluto e inderogabile: pertanto è possibile discostarsi dai valori in esse indicati sulla dimostrando la scelta in modo preciso e rigoroso.
[“le tabelle ministeriali di cui all’art. 23, comma 16, del d.lgs. n. 50/2016, evocate ai fini delle giustificazioni da rendere in sede di verifica dell’anomalia dall’art. 97, comma 5, lett. d), del medesimo decreto, esprimono soltanto il costo medio della manodopera quale parametro di riferimento né assoluto né inderogabile e che, svolgendo esso una funzione meramente indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali evidenzianti una particolare organizzazione in grado di giustificare la sostenibilità dei costi inferiori, è ben possibile discostarsi da tali valori, in sede di giustificazioni dell’anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa]

“L’unico valore non modificabile è costituito invece dai trattamenti salariali minimi inderogabili stabiliti dalla legge o da fonti autorizzate, secondo quanto stabilito dall’art. 97, comma 6, del medesimo d.lgs. n. 50/2016”

Concludendo, il TAR ha chiarito che l’eventuale causa di esclusione prevista dalla lex specialis al ricorrere di una offerta caratterizzata da un costo medio orario del lavoro minore di quello indicato nelle tabelle ministeriali, rappresenterebbe una violazione del principio di tassatività di cui all’articolo 83, comma 8, D.Lgs. n. 50/2016 e sarebbe quindi affetta da nullità.

Pertanto, in caso di giustificazione dell’anomalia dell’offerta, l’invito che facciamo ai nostri lettori è quello di indicare come costi della manodopera quelli effettivamente e realmente sostenuti dall’impresa desumibili dalle buste paga.

09/12/2019

Ing. Alessandro Lattanzi

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