Consultazione on line per le modifiche al Codice. Tutti invitati a partecipare.

E’ on line fino al prossimo 10 settembre 2018, sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la consultazione pubblica sul Codice degli appalti propedeutica a una proposta di riforma che il Governo intende presentare in autunno.

L’obiettivo dell’intervento di riforma è quello di garantire l’efficienza del sistema dei contratti pubblici, di procedere alla semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza, di eliminare le criticità sul piano normativo e, conseguentemente, sul piano applicativo.

La consultazione on line, (http://consultazioni.mit.gov.it/) è effettuata su una serie di primi temi di riflessione, separatamente proposti col riferimento ad argomenti indicati sinteticamente, preceduti dalla puntuale indicazione del riferimento normativo all’interno del Codice, in  formato interattivo.

I temi sottoposti a consultazione, benché indicati ove possibile in forma volutamente neutra, costituiscono altrettanti punti di emersione di criticità più urgenti rilevate durante la costante opera di monitoraggio effettuata dal Ministero nei primi due anni di vigenza del Codice, ovvero segnalate nel tempo al Ministero da un’ampia platea di stakeholders, tra cui associazioni di categoria, fondazioni di studio e ricerca, liberi professionisti, altre Amministrazioni pubbliche.

Inoltre, alcuni temi sono accompagnati da un corredo di riferimenti minimi a giurisprudenza, pareri e altri atti (ad esempio di Autorità indipendenti), che possono costituire un’utile bussola orientativa per gli stakeholders nella messa a fuoco degli elementi di criticità e nell’elaborazione di proposte emendative puntuali del tessuto normativo del Codice.

In ogni caso, l’indicazione dei temi di riflessione non esaurisce il perimetro della consultazione. Ciascuno stakeholder potrà infatti segnalare ulteriori tematiche in relazione alle quali ritiene sussistano profili di criticità, contestualmente indicando le soluzioni normative puntuali.

Nell’ambito della consultazione, gli interventi saranno innanzitutto nominativi e visibili a tutti i partecipanti registrati che, in piena applicazione del principio di trasparenza, potranno effettuarne una breve recensione.

Invitiamo tutti i partner e lettori a dare le proprie osservazioni soprattutto per quelle problematiche ben note che ci hanno afflitto negli ultimi anni: si veda in particolare la terna subappaltatori; la profilazione non richiede molto tempo.

Noi di Capriotti Appalti Solution abbiamo già effettuato le seguenti osservazioni con spirito di snellire il lavoro delle piccole medio imprese del settore:

Focus su: Consorzi stabili articolo 47, comma 2. Disciplina dei consorzi stabili con particolare riferimento alla necessità dell’avvalimento (prevista dalla norma) di imprese consorziate non designate per l’esecuzione, anche in relazione di cui all’art. 89.
Proposta: Deve allinearsi la questione della qualificazione interna al consorzio con i divieti di avvilimento già determinati dal codice. Come non è possibile ricorrere all’avvalimento extra consorzio: per SIOS quando rilevano più del 10% e sempre per SOA culturali lo stesso deve avvenire per i consorzi. Quindi deve rendersi obbligatorio l’avvalimento interno alle consorziate e il rispetto dei limiti imposti in linea generale.

Focus su: Vicende soggettive relative ai raggruppamenti temporanei e ai consorzi ordinari di operatori economici articolo 48, comma 19-ter. Rapporto tra mancanza dei requisiti prima e durante la gara e perdita degli stessi successivamente anche ai fini della sostituzione dell’operatore economico.
Proposta: Va bene come il codice si è evoluto negli ultimi anni in tal senso. In caso di perdita di requisiti o cause di forza maggiore già definite dal codice deve essere possibile l’agevole sostituzione del raggruppato. La situazione da tutelare è in primo luogo la chiusura della commessa senza lungaggini.

Focus su: Appalto integrato articolo 59, commi 1 e 1-bis. Obbligo, per i lavori, di appaltare su progetto esecutivo e possibili deroghe a tale obbligo
Proposta: L’appalto integrato è troppo oneroso per le imprese e non riduce il contenzioso in quanto si produce una pericolosa discontinuità tra le fasi progettuali (una parte in capo alla stazione, una parte in capo all’impresa). Per particolari situazioni ad elevato contenuto tecnologico ci sono i dialoghi competitivi e il partenariato per l’innovazione quindi da abolire in maniera assoluta.

Focus su: Rating di impresa, articolo 83, comma 10. Sistema delle rating di impresa e delle relative premialità, anche con riferimento alla dimensione dell’impresa. Definizione dei parametri per l’attribuzione del rating, modalità di assegnazione dei punteggi e suoi effetti.
Proposta: Da eliminare al fine di evitare la messa in piedi di un sistema elefantiaco per degli aspetti marginali di premialità.

Focus su: Sistema unico di qualificazione esecutori di LL.PP. – requisiti, articolo 84, comma 4. Disciplina dei requisiti rilevanti ai fini della qualificazione, con particolare riferimento all’esperienza maturata negli anni precedenti per i lavori eseguiti e all’arco temporale di riferimento.
Proposta: Allineare quello che succede per la soglia sotto SOA con il resto. Non può accadere, come è successo negli ultimi anni, che ci siano disparità di trattamento. Cinque anni per il sotto SOA, dieci anni per il sopra SOA.

Focus su: Criteri di aggiudicazione, articolo 95, commi 4 e 5. Disciplina dei criteri di aggiudicazione (minor prezzo o OEPV) nel rispetto delle direttive, anche con riferimento alle soglie e all’affidamento sulla base del progetto esecutivo.
Proposta: Alzare l’obbligo di oepv a 5 milioni e normare l’utilizzo del criterio imponendo bandi che disegnino regole dettagliate, chiuse, e facilmente soppesabili.

Focus su: Costi manodopera articolo 95, comma 10. Indicazione separata dei costi aziendali e dei costi della manodopera
Proposta: Eliminare in quanto aspetto verificabile in sede di verifica di congruità.

Focus su: Punteggio attribuito all’offerta economica. articolo 95, comma 10-bis. Tetto massimo del punteggio economico: Disciplina relativa alla previsione, in norma primaria, del peso massimo da attribuire all’offerta economica.
Proposta: Come accade in Europa e abbiamo mal tradotto a livello nazionale esiste un solo criterio: quello qualità prezzo con valori percentuali che variano da 0 a 100 per entrambi gli aspetti. Invito a leggere: http://www.gareappaltipubblici.it/quanti-criteri-di-aggiudicazione/

Focus su: Calcolo anomalia, articolo 97, comma 2 e 3. Disciplina della soglia di anomalia. Criteri di calcolo anche con riferimento al numero delle offerte.
Proposta: Rendere obbligatoria l’esclusione automatica per il sotto soglia. Salva dai ribassi eccessivi e velocizza la procedura. Eliminare i demenziali 5 sistemi di calcolo e creare un unico sistema che preveda come variabile la percentuale del taglio ali sulla base di un’estrazione.

Focus su: Subappalto, Articolo 105. Disciplina dei limiti con riferimento alla quota subappaltabile e alle categorie dei lavori, servizi e forniture.
Proposta: Eliminare la terna subappaltatori da indicare in gara. Costituisce di fatto aggravio atto a produrre la restrizione della concorrenza.

Focus su: Incentivi per funzioni tecniche, articolo 113, comma 1, 2 e 3. Disciplina degli incentivi anche con riferimento alle attività incentivabili
Proposta: Da eliminare. Nulla da incentivare in quanto mansione ordinaria.

Focus su: pareri di precontenzioso dell’Anac, articolo 211, comma 1. Disciplina dei pareri di precontenzioso, Tempi, Rafforzamento del ruolo dell’Anac, Effetto deflattivo, Potere di impugnativa.
Proposta: Confermare i poteri di impugnazione dell’Anac. Non è pensabile che un operatore di fronte ad un ingiustizia palese possa difendersi esclusivamente di fronte ad un oneroso TAR.

Focus su: altre tematiche
– Eliminazione delle certificazioni tra i requisiti di partecipazione alla gara, la corsa alla certificazione sta diventando un ostacolo per l’accesso agli appalti delle piccole imprese, dove sta scritto che per poter partecipare ad una gara occorrano la ISO, OHSAS, SA, RATING, ecc… Non basta essere l’unico paese in Europa dove per partecipare ad una gara occorre la SOA? Lasciare la premialità in caso di oepv ma eliminare la possibilità di requisito di gara.

– Contenere la deriva telematica, troppe centrali di acquisto telematiche, di fatto il proliferare di questa situazione sta diventando ostacolo per le piccole imprese che devono accreditarsi su una miriade di stazioncine e albetti. Obbligo di Mepa nazionale e un portale per Regione e basta! Oltre tutto quanti soldi si stanno inutilmente spendendo per portali e piattaforme di enti che fanno si e no due gare all’anno?

– Favorire il criterio dell’idoneità operativa per la selezione degli inviti alle negoziate, favorire chi è meglio organizzato sul territorio da più garanzie di corretta esecuzione e minore impatto sull’ambiente.

– Eliminare il pagamento della tassa ANAC. Unico paese europeo ad avere una tassa del genere.

– Attuare delle misure che consentano il pagamento delle commesse pubbliche in trenta giorni. Questo è uno dei grandi problemi che non vogliamo prendere in considerazione.

– Eliminare il controllo della documentazione amministrativa su tutti i partecipanti di gara. Si parte dall’apertura dell’offerta economica, si controlla sollo la correttezza della documentazione di gara dell’aggiudicatario. Per le gare si impiegherebbe metà del tempo in meno.

– Inserire un obbligo di puntuale verifica della correttezza dei computi metrici estimativi dei progetti posti a base di gara da parte del validatore del progetto. La verifica deve riguardare: l’adozione di prezziari attuali, correttezza delle analisi dei nuovi prezzi introdotti (in termini di mancanza voce prezzo nel prezziario e impiego analisi prezzi corretti e supportati da preventivi di dettaglio dei materiali), completezza delle voci di computo e mancanza di voci di spesa che possano introdurre contenzioso e maggiori rischi per l’appaltatore. Ricordiamo in proposito a chi demonizza le riserve e le varianti che queste il più delle volte sono causate da progetti sbagliati e contabilità sottodimensionate.

14/08/2018

Arch. Paolo Capriotti

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

1 commento
  1. ENNIO varelli
    ENNIO varelli dice:

    E’ possibile inserire la richiesta di cancellare la norma delle NTC18 che permette ai soli laboratori autorizzati alle prove su cls ed acciaio, il prelievo di tali campioni?
    Tale norma ha di fatto tolto dal mercato almeno 300 tra professionisti e società di professionisti specializzate nelle indagini strutturali.
    La norma è utilizzata come cavallo di troia per escludere dalle gare pubbliche i professionisti suddetti.
    Grazie

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *