Cantone: Il nuovo Codice degli Appalti sarà tecnico

Siamo reduci dalla trasferta romana in cui noi di CAS abbiamo partecipato alla tavola rotonda incentrata sulla riforma del Codice degli Appalti tenutasi il 28 novembre presso la sede dell’Ugl.

Tra le personalità che hanno preso parte all’evento, che comprendevano tra l’altro rappresentanti di Ance, Anas, Cna ecc, figurava il presidente dell’Anac Raffaele Cantone che ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito al tanto atteso nuovo Codice degli Appalti pubblici.

Innanzitutto ha difeso il Codice degli appalti dalle molte critiche ricevute in questi anni: “E’ stato approvato con una maggioranza molto ampia, sono stati ascoltati tutti gli stakeholder e poi improvvisamente oggi non si capisce di chi è figlio. Certamente il Codice non è figlio mio perche’ l’avrei scritto in modo diverso, ma lo difendo, forse per una mia tendenza culturale: mi piace difendere le cause perse”, sottolinea sorridendo il presidente dell’Anac.  Il problema di fondo, spiega, è che il Codice “non è conosciuto dal 90 % degli operatori, le amministrazioni se lo sono trovate da un giorno all’altro” e “il decreto ministeriale per qualificare le stazioni appaltanti” non è mai stato adottato.

“Secondo le voci che circolano le intenzioni del governo sono di approvare entro la fine dell’anno un decreto con 3-4 modifiche al Codice degli appalti ha anticipato Cantone, illustrando la possibilità “di ampliare il cosiddetto massimo ribasso con dei meccanismi più corretti, individuando non più di tre soglie”.
Inoltre ha sottolineato che occorre rivedere i livelli di progettazione: “Tornare all’appalto integrato credo sia suicida, rappresentava un sistema nel quale di fatto si davano tutte le chiavi all’impresa mentre la responsabilità deve rimanere alla stazione appaltante”. Ci sarà “un intervento che probabilmente sarà fatto per la semplificazione delle progettazioni”, spiega.

Un tema su cui abbiamo scritto più volte è quello delle cause di esclusione: Cantone ha affermato che “in questo momento rappresentano il problema maggiore per gli appalti che non si riescono a fare. I motivi di esclusione sono diventati una corsa a ostacoli ai limiti dell’incredibile […] bisognerà intervenire sull’articolo 80 per ridurre le cause di esclusione e prevedere che abbiano un senso. Con franchezza dico che l’articolo 80 è difficile da leggere anche per gli addetti ai lavori, non si capisce nulla”. Questi sono i temi “sui quali bisogna intervenire subito con un decreto legge per provare a sbloccarli”, ha osservato.

Dopo il decreto, Cantone ritiene che vada riaperta la legge delega “intervenendo senza riscrivere il Codice degli appalti ex novo, bisogna assolutamente evitare che ci metta mano il legislatore ordinario, questa non può essere materia di competenza del Parlamento”.
Il Codice deve essere “MATERIA DEI TECNICI E INFATTI UNO DEI PROBLEMI E’ CHE QUESTO CODICE E’ STATO FATTO POCHISSIMO DAI TECNICI E SI VEDE”.

Cantone ha concluso affermando che tra gli aspetti da riaprire c’è la fase esecutiva: “Facciamo un regolamento perchè abbiamo capito che gli enti locali non vogliono decidere, non vogliono capacità discrezionale, vogliono sapere cosa devono fare”.

Che avremo finalmente un Codice efficiente? Noi lo speriamo vivamente.

 

© Riproduzione riservata Capriotti Appalti Solutions

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  1. […] conferma in parte le indicazioni che avevamo anticipato qualche giorno fa nel seguente articolo (http://www.gareappaltipubblici.it/cantone-il-nuovo-codice-degli-appalti-sara-tecnico/): la prossima tappa sarà l’approvazione del […]

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