È inopportuna la richiesta di criteri ambientali minimi per interventi di ristrutturazione di piccola entità; nel prevedere i CAM (Criteri minimi ambientali) non si deve penalizzare la partecipazione delle piccole, medie e micro imprese alle procedure di affidamento di appalti pubblici; i CAM possono essere utilizzati in fase di selezione dei concorrenti, ma a condizione che sia necessario assicurare la migliore tutela ambientale e per interventi di particolare rilevanza. È quanto prefigura l’ Autorità nazionale anticorruzione con il documento messo in consultazione due settimane fa e al quale potranno essere fatte osservazioni entro il 29 novembre.

Oggetto della consultazione pubblica è l’ adozione di linee guida per l’ applicazione dei CAM cioè i requisiti ambientali richiesti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. La disciplina della materia è contenuta nell’ articolo 34 del Codice dei contratti pubblici e nei decreti emanati dal ministro dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare, con particolare riferimento a quello inerente l’ edilizia. Su questa disciplina l’ Anac, avendo ricevuto diverse segnalazioni che hanno evidenziato possibili ostacoli alla partecipazione alle procedure di gara delle micro e piccole imprese edili, ha quindi avviato una consultazione pubblica.

Tenuto conto dell’ effetto preclusivo alla partecipazione degli operatori economici che i criteri relativi alla «selezione dei candidati» possono avere nelle procedure di gara aventi ad oggetto la realizzazione dei lavori, l’ Anac ricorda che l’ inserimento degli stessi nella documentazione di gara deve essere attentamente ponderato in funzione anche della tipologia di intervento e della rilevanza dello stesso, avendo come principio ispiratore quello di consentire la più ampia partecipazione alle procedure di gara. Nel documento dell’ Anac si consiglia la richiesta dei criteri di «selezione dei candidati» nei casi in cui il possesso di requisiti aggiuntivi sia da ritenersi strettamente necessario ad assicurare la migliore tutela ambientale.

Quindi deve esserci uno stretto legame fra la richiesta e l’ oggetto dell’ appalto. Inoltre, l’ impiego dei CAM come elemento di selezione del mercato si giustifica, dice l’ Anac, per interventi di particolare rilevanza in termini di importo, di natura dell’ intervento, di ubicazione territoriale e di impatto nel contesto circostante. Non appare invece opportuna la richiesta dei predetti criteri per interventi di manutenzione ordinaria di ridotta rilevanza, per interventi di riparazione o locali o per interventi di ristrutturazione di piccola entità. Alla luce di queste considerazioni l’ Anac chiede quindi agli stakeholder (entro fine novembre) indicazioni in merito alle modalità di individuazione dei criteri ambientali minimi da inserire nella documentazione di gara, con particolare riferimento ai criteri cosiddetti di «selezione dei candidati», che potrebbero in qualche modo ostacolare la partecipazione alle procedure di gara soprattutto delle medie, piccole e micro imprese.

A cura di Italia Oggi pag. 33 del 12/11/2019   – autore ANDREA MASCOLINI