Appalti a km zero e pagamenti certi: Di Maio «spinge» le Pmi

Da Edilizia e Territorio del 13/07/2018 di Mauro Salerno

Si torna a parlare di tutela delle Pmi negli appalti pubblici. Ad annunciare una serie di misure per garantire maggiore partecipazione delle piccole e piccolissime imprese nel mercato dei contratti assegnati da Stato, aziende pubbliche e enti locali è stato il vicepremier Luigi Di Maio. Ascoltato alla Camera, in forza del suo ruolo di superministro con doppia delega a Sviluppo economico e Lavoro, Di Maio ha spiegato di voler agire sul nuovo codice degli appalti per rafforzare le norme a favore delle piccole e medie imprese.

Qualche passo in questa direzione, anche su impulso delle direttive europee, si era già tentato di farlo con la riforma del codice varata due anni fa. Ma a parte gli aiuti sulle garanzie da presentare in gara, molte altre norme (vedi alla voce suddivisione degli appalti in lotti) sono state tradotte in formule di principio, dunque scarsamente applicate.

È proprio su questi aspetti che Di Maio ha annunciato di volersi concentrare. «Vogliamo garantire alla Pmi la possibilità di partecipare agli appalti pubblici, evitando che siano coinvolte solo nei subappalti», ha spiegato il vicepremier. L’idea è quella di rafforzare le tutele previste “in nuce” nel codice «garantendo che la disciplina non sia facilmente derogabile da parte delle stazioni appaltanti come accade ora», ha aggiunto Di Maio. Ma non si tratterà solo di questo.

Una delle strategie è quella di puntare sul rapporto territoriale tra appalti e imprese, con formule capaci di «valorizzare l’elemento territoriale» delle imprese: una specie di «appalti a chilometro zero», secondo la definizione del ministro.

L’altra novità forte riguarda l’intenzione di voler individuare un recinto di gare contendibili solo dalle piccole e medie imprese. Si tratterà di appalti sotto lo soglia europea che dovrebbero essere aggredibili solo dalle Pmi «contemplando una riserva anticipata di quote di appalti».

Il Governo, ha spiegato Di Maio, intende intervenire anche «per risolvere la questione dei debiti insoluti della Pa nei confronti delle imprese (circa 30 miliardi)». Anche in questo caso l’intenzione è quella di agire sulla leva del codice dei contratti con due mosse. Da una parte, ha detto il ministro vogliamo « contrarre il tempo di gestione dei pagamenti delle fatture negli appalti pubblici». Dall’altra « si procederà per potenziare la compensazione tra crediti e debiti nei confronti della pubbliche amministrazioni, ampliando le fattispecie finora ammesse».

Pmi a parte, rispondendo alle sollecitazioni dei deputati Di Maio ha poi annunciato anche semplificazioni sul Durc e una revisione del meccanismo dell’avvalimento che consente il prestito di requisiti tra le imprese che partecipano alle gare pubbliche.

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